sabato 2 marzo 2013

Emanuele Perugini: Vogliamo partecipare @ Unità, 28 febbraio 2013


Emanuele Perugini: Vogliamo partecipare
@ ComUnità, 28 febbraio 2013
In queste ore abbiamo ascoltato i commentatori e i leader del Centro Sinistra spiegarci del loro senso di responsabilità, del voto di protesta dei “Grillini”, degli errori di comunicazione della campagna elettorale e così via.
Nessuno ha provato veramente a vedere una delle ragioni principali del consenso a Grillo  (come già era avvenuto in modo simile anni fà per la Lega, per la Rete di Orlando, e più recentemente per Di Pietro ed altri). Una delle ragioni principali di questo successo è la risposta al bisogno di partecipazione diretta delle persone al processo decisionale e di coinvolgimento nel movimento politico. Una risposta che porta con se un altro bisogno fondamentale che è quello di sostituire una classe politica fatta di tuttologi o d’apparati auto referenziali posta in confronto ad una classe sociale nata nel trentennio 60/80 che ha dovuto superare mille difficoltà attraverso l’acquisizione di sempre maggiori competenze, fuori dalla politica, e che si vede marginalizzata da apparati largamente incompetenti o inadeguati.
Alcune delle chiavi vincenti dei 5 stelle sono state il mettere le competenze al primo posto, l’ascolto dei diretti interessati che diventano proposte politiche, la definizione delle proposte in gruppi specifici e competenti, l’organizzazione decisionale circolare e di base.
Nel Centro Sinistra ci si è illusi che bastasse optare per le primarie, ed è stato importantissimo averle fatte, per dare una risposta definitiva al bisogno immenso di partecipazione diretta dei cittadini. Non è così.
Dopo il voto si ritorna nei circoli e si ritrova un ambiente pressoché inutile dal punto di vista delle scelte politiche, perché tutto viene deciso in via gerarchica e in piccolissimi gruppi o da singole personalità.

Nei circoli spesso trovi un ambiente impermeabile agli slanci di partecipazione e di costruzione politica e, al massimo, disponibile a farti distribuire qualche volantino il cui contenuto, spesso generico, è comunque calato dall’alto. Nei luoghi oggi teoricamente deputati alla partecipazione le competenze specifiche e professionali diventano un problema, anziché una risorsa, perché pongono interrogativi e propongono soluzioni non compatibili con gli equilibri faticosamente costruiti dalle varie correnti interne.
Tutto questo è veleno per la democrazia e le primarie, da sole, non sono più un antidoto efficace anche perché ora, contrariamente a pochi mesi fa, c’è un’alternativa (il movimento 5 stelle) che, a questo immenso bisogno di partecipazione diretta, da risposte apparentemente e praticamente coerenti e appaganti.
La nostra convinzione è che sia indispensabile “discutere e adottare nuovi comportamenti” coerenti e in grado di soddisfare il bisogno di partecipazione e di sostituzione di classi dirigenti non più adeguate.
Non galleggiare ma adottare subito nuovi modi di agire può essere un segno di protagonismo del Partito Democratico, del Centro Sinistra e dei loro militanti e dirigenti.
L’avevamo già detto nel 2011 con il manifesto della Buona Politica. Nessuno vuole più prendere parte ad un rito, ma trovare il proprio modo di partecipare direttamente all’insegna del concetto principale: la condivisione. Relazioni e non gerarchie, reti e non piramidi, perché tutti quelli che hanno qualcosa da dire (e si sentono di dirlo) possano farlo. Per rivitalizzare una partecipazione democratica e diffusa occorre rendere prioritaria e rafforzare la presenza territoriale del partito e il rapporto con i cittadini.
I circoli di base e tematici devono essere il luogo principale di decisione programmatica e di selezione dei gruppi dirigenti, perché è il luogo più vicino ai militanti e cittadini. Tra i nostri obiettivi ci sono la valorizzazione della partecipazione e della militanza, la comprensibilità, la trasparenza e la tracciabilità delle decisioni. Bisogna dimezzare i parlamentari e ridurre i consiglieri Regionali e Comunali. Occorre dimezzare i rimborsi elettorali ai partiti a livello nazionale e dare ai circoli, per funzionare e creare ascolto e dialogo con i cittradini, il 50% delle risorse raccolte dal tesseramento e dai rimborsi elettorali.
Non solo regole, però: altrettanto importanti sono lo stile, i comportamenti e le modalità di rapporto tra politica e cittadini. Gli statuti del Partito Democratico dovranno prevedere l’incompatibilità per doppi o tripli incarichi che dovranno essere dati partendo da competenze e curriculum, bisogna garantire competenza e un’equa rappresentatività negli organismi direttivi, nonché nelle candidature alle elezioni a qualsiasi livello, di donne, giovani e migranti, dovranno esserci organismi imparziali di controllo dei comportamenti etici di tutti i rappresentanti eletti in qualsiasi contesto e non potranno essere candidati indagati o condannati o chi ha conflitti d’interessi.
Nei comportamenti della politica sono diventate desuete o hanno perso di valore molte parole che dovrebbero essere alla base di un corretto vivere civile e di un rapporto trasparente tra rappresentanti e rappresentati che fanno parte della stessa comunità, sia essa un partito, un circolo, un comune o l’intero stato: Onestà, Partecipazione, Democrazia, Meritocrazia.
E’ giunto il momento di provare a dare l’esempio e riempire quelle parole dandogli una concretezza e un senso, facendole diventare i simboli dei comportamenti da tenere in politica.
Aderisci all’appello con una mail a buonapolitica.oltre@gmail.com andando su su http://buonapolitica-oltre.blogspot.it/ oppure alla pagina facebook
Primi firmatari: Davide Imola, Patrizio Di Nicola, Emanuele Perugini, Chiara Di Domenico, Alessio Mercanti, Susanna Botta, Paolo Scaramuccia, Aldo Amoretti, Luca Polizzano

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