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domenica 8 novembre 2015

E.1.2. The plane of consistency and the unfulfilled questions - ( Pt. II ) - Excerpt from the essay «Money, Revolution and Acceleration in Deleuze and Guattari's Anti-Oedipus», Obsolete Capitalism Free Press/Rizosphere, 2016


The plane of consistency and the unfulfilled questions ( Pt. II )



(Excerpt from the essay «Money, Revolution and the 



Philosophy of the future»)


Through a hypertextual reading of the Anti-Oedipus we hereby unveil the deep meaning of the famous passage «The Civilized Capitalist Machine», locus classicus of the contemporary accelerationist movement.


by Obsolete Capitalism




The questions we can pose to the chapter
The Civilized Capitalist Machine may be divided in «molar» and «molecular». As Felix Guattari says, it is necessary to establish an appropriate «plane of consistency» where everything holds: the molar order and the molecular machines (AOE 287-291). Before listing the molecular questions it may be useful to clarify the concept of «philosophical problem» - which we derive from Bergson - in order to formulate our answers. The French theorist said that in philosophy, as anywhere else “it is matter of question of finding the problem and consequently of positioning it, even more that of solving it. For a speculative problem is solved as soon as it is properly stated.
By that I mean that its solution exists then, although it may remain hidden and so to speak covered up and the only thing left do is to uncover it. But stating the problem is not simply uncovering, it is inventing. Discovery, or uncovering, has to do with what already exists actually or virtually; it is therefore certain to happen sooner or later.” (CM, 51).
Molar question
The meaning of the «accelerationist» passage is overall difficult to comprehend and the various commentators have not submitted satisfactory answers until now (Kerslake, MMDG 61-63).
Molecular questions
1) The problem of the margin-notes in Deleuze and Guattari’s The Civilized Capitalist Machine with reference to the «accelerationist passage» by Nietzsche and the «good reasons» not to quote the «sinister» fragment (Pasquinelli, CSVAI).
2) The supposedly «misquoted» Nietzsche’s fragment, recalled by Deleuze and Guattari in their passage about the «revolutionary path» and «accelerating the process» (Pasquinelli, CSVAI).
3) The enigmatic meaning of the last sentence of the chapter The Civilized Capitalist Machine: «in this matter, the truth is that we haven't seen anything yet.» (AO, 239). This last sentence together with the last lines of the passage, undermines the whole logical meaning of the paragraph and creates the «enigmatic block» as shown by Kerslake’s analysis (Kerslake, MMDG 61-63).
4) The evident contradiction to combine the capitalist monetary flux (the «surplus value of code» for Pasquinelli and «Bernard Schmitt’s economic theory» for Kerslake) with the acceleration of decoded and deterritorialized flux conceived by the «capital» for revolutionary outcomes (as suggested by Pasquinelli and Kerslake) in the chapter The Civilized Capitalist Machine.
5) What is the political and philosophical issue that is concealed behind the “hidden” meaning of the «accelerationist» passage that Deleuze and Guattari try to clarify through the experimental theory of decoded and deterritorialized flows?
The above-mentioned molecular unknown questions gather in a homogeneous combination of micro and macro queries
which need to be accurately answered given the reliability of the proponents and the importance these questions raise in today’s political and social research fields as well as in speculative-philosophical ones. 


venerdì 2 ottobre 2015

1.2. Il piano di consistenza e le incognite insoddisfatte - Parte II - Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» di Obsolete Capitalism

Il piano di consistenza e le incognite insoddisfatte


1.2. - Parte II

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Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire»


di Obsolete Capitalism

Le «incognite» pertinenti a La macchina capitalistica civilizzata a cui mancano le adeguate valorizzazioni si possono dividere in maggiori e minori. Si tratta, in ogni caso, di costruire un congruo «piano di consistenza», come afferma Félix Guattari, dove tutto si tiene, l’ordine molare e le macchine molecolari (AEP, 399). A seguito dell’esatto reperimento del testo in cui Nietzsche elabora la riflessione di «accelerare il processo anziché ritirarsi da esso», il frammento 9 [153] dell’autunno 1887 intitolato I forti dell’avvenire (O, volume VIII, tomo 2, pg. 78-79), possiamo analizzare ed elaborare sotto una nuova luce l’intero passo del paragrafo finale di La macchina capitalistica civilizzata. Prima di passare alla costellazione dei dilemmi, chiariamo il concetto di «problema» filosofico al quale ci riferiamo per determinare le risposte adeguate e che proponiamo direttamente dall’opera di Bergson (PM, 43): “Ma la verità è che si tratta, in filosofia e anche altrove, di trovare il problema e poi di porlo, più ancora di risolverlo. Un problema speculativo, infatti, è risolto nel momento in cui è ben posto. Con ciò intendo dire che la soluzione esiste, benché possa restare nascosta o, per così dire, coperta: non resta che scoprirla. Ma porre il problema non è semplicemente scoprire, è inventare. La scoperta si riferisce a ciò che già esiste, attualmente o virtualmente; è dunque certa di giungere, presto o tardi.” Vediamo ora quali sono i quesiti, grandi e piccoli, posti dai filosofi Matteo Pasquinelli e Christian Kerslake al testo di Deleuze e Guattari che sono rimasti sul tappeto:
Quesito Molare
1) Il senso del passaggio accelerazionista nel suo complesso è di difficile comprensione e i vari commentatori che si sono succeduti finora non hanno saputo dare risposte soddisfacenti (Kerslake).
Quesiti molecolari
  1. il problema delle note a margine nel testo di Deleuze e Guattari, in riferimento al frammento accelerazionista di Nietzsche presente in La macchina capitalistica civilizzata (AE, 272) e le buone ragioni per non citare il «sinistro» frammento (Pasquinelli).
  2. l’«eventuale» citazione errata di Nietzsche da parte di Deleuze e Guattari all’interno del passaggio accelerazionista sulla «via rivoluzionaria da intraprendere» e sull’«accelerare il processo» (Pasquinelli).
  3. il senso sibillino dell’ultima frase del paragrafo La macchina capitalistica civilizzata: “In verità su questo capitolo non abbiamo ancora visto nulla”. Quest’ultima frase destabilizza tutto il senso logico del «passo» dal quale non deriva nessuna inferenza logica apprezzabile e contribuisce fortemente a costruire il blocco enigmatico che tutto il passo pone (Kerslake).
  4. l’ambiguità nel vedere coniugati i flussi monetari del capitalismo, cioè l’accelerazione dei processi di decodificazione e deterritorializzazione macchinati dal capitale, con il futuro della rivoluzione. Quale rapporto, dunque, tra moneta e rivoluzione? (Pasquinelli e Kerslake).
  5. Qual’è il problema filosofico e politico urgente che si cela dietro il senso nascosto del passaggio accelerazionista al quale Deleuze e Guattari tentano di rispondere in base alla «teoria e la prassi dei flussi decodificati e deterritorializzati».

Tutte queste incognite molecolari si condensano in una costellazione omogenea di quesiti ai quali vogliamo rispondere con cura, data l’importanza dei problemi sollevati per la ricerca contemporanea, sia nell’ambito politico-sociale che nell’ambito speculativo-filosofico.

mercoledì 16 settembre 2015

‘Il becchino del capitalismo’ (Marx, Grundrisse) e il suo utilizzo politico - Parte XVII - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)

‘Il becchino del capitalismo’ (Marx, Grundrisse) e il suo utilizzo politico



Il valore della caduta tendenziale del saggio di profitto risiede, dunque, nel suo utilizzo politico e, in particolare, nell'essere il cuore dell'analisi marxiana sul futuro del capitalismo, considerato transeunte, un momento di transizione storico all'interno di una vettorialità comunista. Marx, nei suoi drafts dei Grundrisse considera questa ‘legge’ come il «becchino definitivo del capitalismo»; nel Capitale questa legge diventa ‘tendenza’, non più una legge inevitabile, grazie alle contro-tendenze che si attivano durante la crisi, portando l’effetto «gravedigger» terminale nel lunghissimo periodo. Equazione, o legge, o tendenza, la caduta tendenziale del saggio di profitto in Marx rimane centrale. Ma questo cuore marxista ottocentesco, sia aspettativa messianica che cogito escatologico secolarizzato, elaborato in un contesto di grande sviluppo industriale non più proponibile, ci è utile nel XXI secolo? E, soprattutto, era questo cuore marxista ottocentesco che veniva utilizzato da Deleuze e Guattari come impetus generativo e ordine direzionale del processo accelerato del collasso capitalista? Su questo punto controverso, Christian Kerslake (Marxism and Money in Deleuze and Guattari, 2015), acuto scholar deleuziano, suggerisce che il fulcro dell’analisi presente in Anti-Edipo rifletta l’influenza delle teorie della De Brunhoff e di Schmitt sulla moneta e sui flussi del capitalismo finanziario. Per Deleuze e Guattari il cuore del capitalismo globale, la macchina civilizzata, sono divenuti la moneta e i flussi del capitale grazie al ruolo egemonico di snodo, controllo e regolazione dei flussi monetari di banche commerciali e banche centrali, per recuperare e stabilizzare la crisi delle economie di mercato. Non già la produzione, il lavoro vivo, la composizione organica del capitale e la caduta tendenziale del saggio di profitto sono centrali per il capitale post-1945 del XX e XXI secolo, bensì la gestione della monetarizzazione del sistema economico come fattore cruciale negentropico del sistema. Già il riferimento a Nietzsche, e non a Marx, dovrebbe far riflettere gli accelerazionisti e gli estensori di 'Gli algoritmi del capitale' su questo singolo punto controverso ma, allo stesso tempo, cruciale e qualificante. Per terminare il discorso sulla «portata storica» della caduta tendenziale del saggio di profitto, va ricordato che essa, definita da Marx 'la sintesi delle contraddizioni del modo di produzione del capitale', fomentò una prima ondata di «catastrofismo marxista» già negli anni novanta dell'Ottocento e il movimento operaio e sindacale italiano faticò non poco per demistificare quel mix fatale di determinismo economico, pensiero messianico e suggestione oracolare. Ci chiediamo: può essere accelerazionista riprendere questa concezione dell'equazione marxiana, e il suo sub-prodotto, il «catastrofismo marxista», già superata da marxisti e socialisti italiani più di cento anni or sono? Vogliamo ritornare ai tempi del dibattito pro e contro le assiomatiche marxiste di Benedetto Croce per l'Accademia Pontaniana? ( segue QUI )



(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.