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mercoledì 15 novembre 2017

Obsolete Capitalism Sound System •• Chaos Sive Natura •• Pt. XIV Irenica (Private Collection, RE) •• Rizosfera/The Strong of the Future, SF011.eng, 2017


Obsolete Capitalism Sound System
Chaos Sive Natura
Irenica (Private Collection, RE)


(...) If the spatialization of the milieu as theorized in Deleuze is no longer uniform because it postulates the non existence of an absolute space, than we can subvert the Cartesian philosophical coordinates that have been ruling our western world since XVII century. Starting from 1837: Of the Refrain the project Chaos Sive Natura tries to elaborate a path of musical transcoding because “a code is not content to take or receive components that are coded differently, and instead takes or receives fragments of a different code as such.”  This happens for example in the first track entitled Bass Slight Swinging where the two bass-lines, reworked in Adrian Sherwood’s “rough” On U Sound style, mix with Klee’s slight swinging sails which lead the secret movement of the track, offering an oscillation between the sails and the bass in a precarious balance between Abstract and Figurative. The same «tres/passing» is present in D’Andrea Dancing Colors’ desert dub version, where the dancing colors of the desert turn into rhythms and spaces which intertwine with visual compositions of the most famous Italian colorist director, Michelangelo Antonioni in Zabriskie Point (1970). Particularly in the scene where the two protagonists, in a post-coitum suspension, are surrounded by the bright color of the improbable red cabins and by a shade of white-grey-pink colour of the alien mountains of the Death Valley, we discover Paul Klee’s indefinite gray point of his chaotic materic lines. To conclude the analysis of the rhythmic sequence-plane, we may consider the narrative development of La Machine Informatique dub where the fragment on the «computer machine» stated by Guattari in Vincennes (1975) about the impending algorithmic and computational reductionism of the data-economy, becomes a «sonic writing» thanks to (...)

sabato 1 agosto 2015

Friedrich Nietzsche - Frammenti postumi 1887-1888 - Adelphi, 1971

Friedrich Nietzsche

Frammenti postumi 1887-1888


Traduzione di Sossio Giametta
Opere di Friedrich Nietzsche
1971, 3ª ediz., pp. XII-491  - Read more @ Adelphi

isbn: 9788845900242
Temi: FilosofiaAforismi e frammenti

Il presente volume delle «Opere» di Nietzsche offre una quantità di sorprese: innanzitutto vi si troveranno numerosi e preziosi frammenti assolutamente inediti; inoltre, qui viene presentato per la prima volta, nell’ordine in cui compare nei manoscritti di Nietzsche, tutto quel materiale di pensieri che finora conoscevamo manipolati, mutilati, smembrati nell’edizione, curata dalla sorella di Nietzsche, dell’opera postuma La volontà di potenza. Rinunciando all’indifendibile pretesa di sostituirsi a Nietzsche nell’ordinare un materiale ancora fluido, Colli e Montinari hanno scelto l’unica soluzione che poteva trarre dall’impasse in cui erano finiti tutti i precedenti editori di Nietzsche, prendendo il partito di pubblicare, nell’ordine in cui si presentano nei quaderni, e dopo un’accuratissima decifrazione, tutti gli appunti di Nietzsche dell’autunno-inverno 1887-1888, vasta massa di pensieri che comprende, fra l’altro, i 372 frammenti che Nietzsche stesso aveva raccolto sotto il titolo La volontà di potenza. È così finalmente possibile considerare in una prospettiva non distorta la penultima fase del pensiero di Nietzsche, quella dell’attacco frontale ai problemi della metafisica, che Nietzsche sembra voler scalzare dalla loro antica base, in uno sforzo estremo che si accompagna in lui a un violento ripiegamento su se stesso: «Non bado più ai lettori: come potrei scrivere per lettori?... Ma annoto me stesso, per me». Nel corso di questo appassionato annotarsi, Nietzsche raggiunge formulazioni decisive, così che in questi scritti troviamo forse il punto di massima tensione speculativa della sua opera. Mai come in questa fase, per esempio, è radicale la critica del soggetto e l’elaborata distruzione delle categorie fondamentali del pensiero occidentale. Qui, come mai prima e come mai dopo, sentiamo tremare l’intera gabbia di concetti che rinchiude da secoli la vita.