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giovedì 18 dicembre 2014

Mikhail Khazin: Intervista collettiva a cura della Vineyard of the Saker Community @ The Vineyard of the Saker.it

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Mikhail Khazin: Biografia


Mikhail Khazin è nato a Mosca nel 1962. Ha completato il corso integrale di studi matematici a Mosca. Nei successivi dieci anni ha condotto seminari matematici in varie scuole ed insegnato agli studenti dei corsi di matematica. Non riuscendo a guadagnare l’ammissione alla facoltà di Meccanica e Matematica dell’Università Statale di Mosca per i profili etnici in vigore nel periodo, si è iscritto alla facoltà di Matematica della Università di Yaroslavl. Nel 1980 si è trasferito al dipartimento di Teoria della Probabilità della facoltà di Meccanica e Matematica dell’Università Statale di Mosca.
Dopo aver conseguito la laurea universitaria nel 1984, Khazin ha lavorato nel laboratorio di Matematica Computazionale dell’istituto di Chimica Fisica dell’Accademia delle Scienze della URSS. Nel 1989 è stato assunto al direttorato centrale di statistica dell’istituto  per le ricerche Economiche e Statistiche della URSS. Nel 1992, insieme ai suoi amici studenti, Khazin ha lavorato come capo del dipartimento di Analisi in una delle più grandi banche della Russia, la ELBIM Bank.
Nel 1993, Khazin è entrato nell’amministrazione pubblica. Ha lavorato prima nel centro per le Riforme Economiche, creato da Yegor Gaidar allo scopo di stabilire le basi teoriche delle riforme, poi al ministero russo dell’Economia, sotto i ministri A. Shokhin e poi E. Yasin. Nel frattempo, iniziarono ad emergere dissapori con la cosiddetta squadra di Gaidar, dovuti ad una crescente evidenza di appropriazioni indebite di fondi governativi, di sabotaggi e di flagrante corruzione da parte della squadra di Gaidar.
Nel marzo del 1997, Khazin è diventato vicedirettore al direttorato Economico della amministrazione Presidenziale. Nel giugno 1998 fu licenziato dal servizio pubblico per i suoi tentativi di combattere la corruzione durante le privatizzazioni (in altre parole, per essersi opposto alla squadra di Summers-Chubais) e di evitare le politiche governative che condussero al default del 1998. Khazin rimase disoccupato per due anni e per dieci non gli fu permesso di lasciare la Russia.
Dall’estate del 2000, Khazin ha lavorato come consulente. Il 10 settembre 2001, partecipando ad un forum della rivista Ekspert ed analizzando la situazione economica degli Stati Uniti, previde una probabilità molto alta per un attacco terroristico organizzato dalle autorità statunitensi allo scopo di spiegare il peggioramento delle condizioni economiche del Paese.
Khazin ed i suoi collaboratori stavano a quel tempo elaborando la teoria delle moderne crisi economiche. All’inizio del 2002, Khazin ha pubblicato un articolo con le nozioni di base della crisi strutturale negli USA che ha delineato l’andamento della crisi corrente. Il 2004 ha visto la pubblicazione del libro “Tramonto dell’Impero del dollaro e la fine della Pax Americana”, scritto nel 2003 in collaborazione con A. Kobyakov.
Dal 2002 Khazin è stato presidente della società di consulenza Neokon, specializzata soprattutto nella pianificazione strategica delle crisi. Ha indagato attivamente la teoria economica all’interno di uno schema di avanzata comprensione dei moderni meccanismi economici a cui ci si riferisce come “neoeconomia”. Attualmente Khazin trova interesse principalmente nello studio delle proporzioni strutturali di economie e di prezzi dopo una crisi. Molti suoi articoli ed interviste su problemi economici sono apparsi su vari mezzi di comunicazione.

Banca Centrale, Banche

Domande (cfr. T1 - Princeton-  NJ / Malcolm Donald James - Canada / Vic - Northern Ireland / Roxz - Sweden / Colin McKay - Australia)

1) Per quanto riguarda la Banca Centrale Russa, chi la possiede e a chi vanno i suoi utili?
2) Gli stranieri hanno un ruolo al suo interno o influenzano la capacità della banca di immettere liquidità nell'economia russa?
3) Il governo russo detta le politiche della banca? (Il governo e la Banca Centrale Russa n.d.r.) Hanno le competenze per creare un sistema, basato sul rublo, alternativo alle istituzioni finanziarie occidentali come lo SWIFT, la Visa, ecc..?

4) Com'è attualmente strutturata in Russia la fornitura di valuta nazionale? 
5) Perché la Banca Centrale Russa dipende ancora per l'emissione di rubli dalla accumulazione di dollari statunitensi ed, in futuro, questa politica potrà cambiare?
6) E questo come potrà influenzare il finanziamento dell'economia nazionale russa bastato su fonti interne come la Sberbank al posto degli investimenti stranieri?

Risposta: C'è una legge che stabilisce l'indipendenza della Banca Centrale dal governo.
Teoricamente, la Banca Centrale avrebbe il diritto di impostare le sue politiche monetarie e le sue regole per la creazione di denaro. Ci sono tuttavia due limitazioni. La prima sono i dettami del FMI. Da quando la Federazione Russa ha firmato un accordo con questa organizzazione, la Banca Centrale vede se stessa come strumento principale per la implementazione dell'accordo. Naturalmente, questo dipende molto dalle personalità: mentre con un eminente banchiere e statista come Gerashchenko alla sua guida, le politiche della Banca Centrale erano relativamente indipendenti dalle influenze esterne, con Ignatiev e Nabiullina la situazione è cambiata e si cerca piuttosto di non discutere con il FMI.
La seconda limitazione è il Concilio Nazionale Bancario, che include numerosi rappresentanti provenienti dall'ufficio presidenziale, dal governo e dal parlamento. Fino a poco tempo fa vi ha giocato un ruolo chiave Alexei Kudrin, amico personale del presidente Putin e vicino all'ambiente dell'FMI in Russia.
Oggi, la situazione sta lentamente cambiando. È già chiaro che la vecchia politica della Banca Centrale, quella che rifletteva la visione dell'FMI nella sua forma più ortodossa, non produce i risultati desiderati e, nel Paese, crescono le critiche sulle politiche seguite dalla Banca Centrale e dal governo. Tuttavia, finora, la dirigenza della Banca Centrale ha retto le critiche pubbliche e non intende cambiare le proprie politiche. Allo stesso tempo, il governo preme sulla Banca Centrale per raggiungere suoi specifici risultati. In particolare, la svalutazione del rublo negli ultimi due mesi è dovuta, in gran parte, alle troppo ottimistiche promesse governative di una crescita economica che chiaramente non c'è. Nel tentativo di stimolarla, la Banca Centrale è andata contro il suo mandato di base, quello di assicurare la stabilità della valuta nazionale.
Anche la politica degli investimenti della Banca Centrale è stirata dalle opposte forze delle regole del FMI e dalle necessità economiche del paese. Sotto la guida di Gerashchenko, la Banca Centrale è stata molto attiva nell'incrementare il capitale domestico (dalla fine del 1998 fino al 2003, la riserva M2 di denaro è aumentata di quasi 10 volte, in termini di PNL, dal 4% al 40%, e di circa 15 volte in termini assoluti). Dopo Gerashchenko, la Banca Centrale ha seguito una stretta politica tesa ad evitare che il rublo diventasse un veicolo indipendente di investimento (in conformità dei principi del sistema di Bretton Wood, in cui il dollaro è l'unica fonte di investimento). Oggi è diventato chiaro che non ci saranno investimenti stranieri in Russia ad una scala significativa e perciò è necessario stimolare il processo dell'investimento in rubli. Tuttavia, la dirigenza attuale della Banca Centrale si rifiuta di muovere un passo in questa direzione. C'è quindi ragione di credere che, nel medio termine, l'amministrazione della Banca Centrale cambierà.

Oro e Moneta Aurifera

Domande (cfr. James - USA / Corto - Netherlands / Mcbuffalo - Arizona / NotRelevant -The Netherlands / James Bond - Australia / Bob Kay - ?)

1) Noti economisti dell’occidente hanno evidenziato che la vendita al ribasso dei certificati cartacei dell’oro tramite la manipolazione di contratti hanno gonfiato il dollaro americano assieme alle monete occidentali contro la minaccia di un grande deprezzamento nei confronti dell’oro. Questo gioco al ribasso dell’occidente può essere contrastato dalla Russia e dalla Cina?
2) La Russia potrà ribattere con efficacia contro la guerra economica occidental-saudita che sta abbassando i prezzi del rublo e del petrolio?
3) In particolare, vi è una seria possibilità che Russia e Cina possano coordinarsi per prendere in consegna grandi quantità fisiche di oro tramite il nuovo Shanghai Gold Exchange approfittando dell’artificiale ribasso dei certificati dell’oro sia sul COMEX che a Shanghai, dimostrando infine quanto il COMEX sia uno strumento per la manipolazione da parte dei banchieri delle banche centrali? (In altre parole, rompere il monopolio dell’occidente del mercato dei metalli preziosi di cui la Russia e la Cina sono produttori principali).

4) Per anni analisti come il Dott. Jim Willie e “King World News” hanno evidenziato che la Russia e la Cina siano state tolleranti nei confronti della manipolazione aurifera occidentale perché ciò creava per loro una splendida opportunità d’acquisto per accumulare metalli strategici a basso prezzo. Ma essendo il prezzo del COMEX al di sotto dei costi di prospezione mineraria russa e cinese, fino a che punto Mosca e Pechino staranno difendendo i loro interessi a lungo termine sulla produzione aurifera (vedi minatori di Magadan della Russia Estrema-orientale) e quanto si potranno difendere da ribassi imposti da predoni corporativi?
5) L’élite moscovita approfitterà della manipolazione del prezzo dell’oro da parte degli anglo-americani, per colpire di rimbalzo l’occidente, vendicando il deprezzamento del rublo e del prezzo del petrolio?
6) Che possibilità ci sono che le nazioni Brics usino un sistema monetario libero dal debito e basato sull’oro?

7) Riuscirà l’oro a sostituire il dollaro americano come riserva monetaria e unità di scambio per il commercio internazionale?

Risposta: Per lungo tempo è stato chiaro a molti economisti che il ruolo dell’oro nel mondo sarebbe cresciuto e, verosimilmente sarebbe ritornato ad essere una moneta a piena titolo. In particolare lo scrivemmo nel nostro libro sulla crisi del 2004 Il declino dell’impero del dollaro e la fine della “Pax americana”. Vi è un intero capitolo dedicato al ruolo dell’oro e la sua manipolazione. A quei tempi comunque i capi economici della Russia vicino all’IMF ignorarono questo punto di vista. Questo cominciò a cambiare soltanto un paio di anni fa. E’ da quasi dieci anni che la Cina valuta seriamente l’oro e si sta preparando per la potenziale transizione verso un “gold standard”, almeno nei rapporti economici tra le così dette “zone monetarie”, gold standard che secondo noi emergerà alla caduta del sistema mondiale retto dal dollaro. Ma la Russia e la Cina non sono in grado di fermare queste manipolazioni dato che il prezzo dei certificati d’oro è dipendente dalla speculazione sui mercati del dollaro. Non possono limitare i danni in una maniera comparabile con le banche statunitensi che hanno accesso a una numero illimitato di risorse. L’unica cosa per loro fattibile è aumentare il divario tra il prezzo cartaceo dell’oro rispetto a quello fisico, comprando costantemente quest’ultimo sui mercati auriferi. E ovvio che questo incrementa l’instabilità nel mercato globale, creando potenziali perdite per i principali “operatori dell’oro” che lavorano con la Federal Reserve su programmi di leasing, tuttavia il grado di squilibrio non ha ancora raggiunto il punto critico. Mi sembra che l’incremento brutale del prezzo dell’oro inizierà dopo lo scoppio della prossima “bolla” nel mercato dei titoli americani.
Per ciò che riguarda il potenziale prezzo dell’oro, come scrissi nei primi anni 2000, esso è determinato da una “forbice”, il cui limite inferiore è il prezzo dell’oro nel 1980, quando ebbe il suo picco locale dopo che il dollaro venne sganciato dall’oro (default USA) nell’agosto del 1971, e il cui limite superiore è il potere d’acquisto del dollaro nei primi anni del ventesimo secolo, quando l’oro era ancora considerato valuta. Oggi questa “forbice” (in dollari attuali) è vista tra 4.500$ e 15.000$ per oncia.

Industria

Domande (cfr. Juliania - New Mexico - USA / 12 chair fan from Patagonia / Da Ric Edmonton - Alberta - Canada / ?rrell Rankin - Winnipeg - Manitoba - Canada)

1) L'industria americana è oggi orientata principalmente verso la produzione di
armi. Che pericolo vede per l'industrializzazione russa se dovesse prendere lo stesso pericoloso sentiero?
2) Sarebbe interessante vedere se la Russia può risolvere questa versione moderna del paradosso della Sfinge: come reindirizzare nell'economia il surplus economico mentre gli oligarchi fanno tutto ciò che è in loro potere per impedirlo. 
Che salvaguardie dovrebbe avere la Russia contro l'aumento del potere raggiunto dalle entità aziendali, specialmente quelle del settore militare, come è stato negli USA?

3) Oltre a RAS, Valdai Club e altri think-tank, quali sono i gruppi che contribuiscono alla discussione sul modo di promuovere industrialmente e culturalmente la Russia?
Quali sono gli elementi principali considerati nella proposta? Agli stranieri sarà in qualche modo consentito di partecipare alla proposta a partire da un certo punto?
4) Il Canada condivide importanti caratteristiche con la nuova economia della Russia, come, ad esempio, la crescente dipendenza dalla estrazione di risorse. Entrambe le nazioni stanno diventando petro-stati, più o meno rapidamente. La mia domanda riguarda il grado di de-industrializzazione in Russia. È giusto dire che lo sviluppo industriale è finalizzato al servizio dell'industria estrattiva e da quale grado possiamo parlare di tendenza?
5) Dopo la distruzione selvaggia di Novorossiya da parte di ATO (Operazione Anti-Terrorismo n.d.r.), sarà richiesto un investimento dell'ordine di centinaia di milioni se non di miliardi giusto per riportare la regione allo stato in cui era prima dell'attacco. Oltre al denaro richiesto per le infrastrutture, quando si separerà, alla Novorossiya sarà fatturata, forse giustamente, la sua porzione del debito nazionale. Dove prenderanno i soldi?

Che ruolo pensa che dovrebbe ricoprire la Russia nel finanziamento della ricostruzione?

Risposta: Da un paio d'anni, la situazione industriale in USA è, in qualche modo, migliorata. Ci sono due ragioni: cambio, in USA, dei prezzi dell'energia (e qui si deve spendere una buona parola per l'amministrazione Obama), ed i crescenti costi di produzione in Cina. Tuttavia, è in declino la domanda privata, il principale fattore per una crescita a lunga scadenza. Ciò suggerisce che la crescita negli USA non ha nemmeno una prospettiva di medio termine. La caduta della domanda privata è il principale risultato di una crisi economica che dura dal 2008. Su questo non ci si può fare niente, perché non funziona più il meccanismo principe per il suo stimolo: il rifinanziamento del debito privato in un contesto di declino dei costi del credito. Si ricordi che il tasso di sconto della Federal Reserve americana, che era al 19% all'inizio della "Reaganomics" (il cui strumento principale è stato l'aumento dei prestiti alle famigle), è declinato, a fine 2008, praticamente fino a zero. Adesso è impossibile alzare il tasso pena il crollo dell'intera piramide mondiale del debito.
Oggi le famiglie americane consumano ogni anno 3 trilioni di dollari più di quanto guadagnano. La situazione in Europa non è molto migliore. Ciò fa presumere che la domanda aggregata mondiale cadrà bruscamente. In altre parole, non sarà più conveniente continuare a mantenere la infrastruttura commerciale e finanziaria dell'attuale sistema globale di divisione del lavoro. Il mondo tornerà, molto probabilmente, ad una serie di sistemi regionali di divisione del lavoro. Ognuno dei quali dovrà provvedere alla produzione domestica di merci di consumo e di investimento. Il territorio della loro auto-sussistenza sarà regionale, con barriere commerciali alquanto alte fra le varie zone. In questo scenario il WTO non ha futuro. Una sorgente degli investimenti necessari per creare o ripristinare le industrie principali sarà l'emissione di valute regionali (nel nostro libro del 2004 questi sistemi regionali di divisione del lavoro sono chiamati "zone valutarie"). In questo senso, il Canada è molto diverso dalla Russia. La Russia, molto probabilmente, sarà uno dei leader della zona valutaria euroasiatica e parteciperà attivamente alla strategia per sviluppo della divisione del lavoro delle emissioni di valuta nella zona. Il Canada sarà parte della zona del dollaro con la propria strategia dettata da Washington. Quindi, se la nostra descrizione della strategia di sviluppo sarà verificata nel breve termine, allora Russia e USA ripristineranno la loro produzione industriale. Negli USA, a causa della caduta di domanda interna e della perdita di molti mercati esteri, questa transizione sarà molto più facile. Il Canada rimarrà tuttavia una economia basata sull'estrazione di risorse.
In generale, la domanda su come si riconfigureranno le "zone valutarie" dopo la brusca caduta di domanda aggregata è molto interessante. In particolare, non credo che il referendum sull'indipendenza della Scozia porterà ad una separazione dal Regno Unito. Se, tuttavia, le élite britanniche decidessero di entrare nella zona valutaria del dollaro, allora la Scozia si separerà quasi certamente vista la sua ovvia attrazione per l'Europa continentale. Il Canada potrebbe vedere ravvivarsi l'intrigo della separazione del Quebec e il suo successivo accesso ad una EU rinnovata. Ma, ripeto, tutti questi elementi saranno rilevanti solo dopo la brusca caduta della domanda aggregata.
A me pare che Novorossiya (e l'Ucraina, come molte altre nazione nell'est europeo, dopo il cambio di configurazione della Unione Europea), sarà ristabilita usando il rublo come risorsa di emissione. Il rublo rimarrà la valuta nazionale della Russia o diventare, forse con un altro nome, la valuta della Unione Economica Euroasiatica, che teoricamente potrebbe includere, oltre i maggiori stati, anche la Turchia, il Giappone e la Corea Unita. Quest'ultime due nazioni, fortemente orientate ai mercati esteri, non avranno nessun altra opzione per una cooperazione economica regionale dopo che gli USA saranno tornati ad una politica di isolazionismo, e, senza i quali, esse non sarebbero capaci di risollevare le loro economie.
Le istituzioni che raggruppano gli esperti russi si dividono in tre larghi gruppi. Il primo comprende i resti del sistema ex-sovietico dell'Accademia delle Scienze. Pur avendo parzialmente perso le loro qualità, sono riusciti finora a mantenere una relativa indipendenza. È proprio questa indipendenza, specialmente nella sfera economica, che ha fatto infuriare l'assembramento dei liberali, i quali hanno cercato di distruggere completamente l'Accademia delle Scienze come istituto indipendente pubblico e competente. All'interno del gruppo, è possibile lavorare efficacemente con alcune istituzioni; in particolare, alcuni dei suoi membri erano fra i partecipanti russi alla recente XVIII conferenza russo-americana di Dartmouth svoltasi a Dayton.
Il secondo gruppo è fondato e finanziato, direttamente o no, con contributi occidentali (nella sfera economica la più famosa di queste istituzioni è l'Alta Scuola di Economia, conosciuta in Russia come "Scuola Economica Russa"). Le organizzazioni appartenenti a questo gruppo rappresentano gli interessi dei contribuenti e, ultimamente, la loro autorità è caduta rapidamente.
Il terzo gruppo comprende le persone che cercano di risolvere i problemi reali con i soldi che riescono a raccogliere, scavalcando lo Stato. Per esempio, io sono fra queste persone. Fra i membri di questo gruppo ci sono aziende di consulenza indipendenti (dai poteri forti internazionali) e istituti di ricerca creati da produttori reali e così via. La loro produzione è stata abbondante negli ultimi anni (nei primi anni 2000 noi, per esempio, abbiamo creato una teoria che descrive la crisi corrente) ma la loro influenza all'interno della struttura dello Stato è piuttosto limitata. Questi individui ed istituzioni possono essere molto interessanti per chi mira ad una relazione puramente informativa o perfino non-profit. La loro influenza in Russia crescerà parecchio.

Rublo, Moneta 

Domande (cfr. Christian Witting Mandal - Norway / Blue Northern - Illinois - US / Catrafuse - Timisoara - Romania / zerone - Germany /André - Montreal - Canada / Ricardo - Valdivia - Chile / JH - Québec /Julian - Melbourne)

1) Rispetto al dollaro statunitense come viene supportato il rublo nell’economia russa e qual’è la sua flessibilità nel rapportarsi alle altre monete del prossimo commercio mondiale al di fuori del dollaro americano?
2) Abbiamo udito voci riguardanti il diritto attribuito allo stato russo di creare moneta al fine di finanziare infrastrutture pubbliche di sviluppo e dare prestiti a basso interesse per il commercio nei settori produttivi. Quali sono le probabilità di successo in un prossimo futuro?

3) Perché la Russia non rivede i contratti con i paesi che la sanzionano, in modo da stabilire che le future transazioni di gas e petrolio russo siano ancorate all’oro fisico e/o al rublo?

Risposta: Come ho già scritto altrove, la corrente leadership russa – il Governo e la Banca Centrale considerano il rublo, esclusivamente nell’ottica del sistema di accordi di Bretton Woods, secondario al dollaro americano.
Pertanto considerano l’economia della Russia aperta al sistema finanziario mondiale, riducendo le opportunità d’investimento per il rublo (sopravvalutando il valore del dollaro) e appoggiandosi ad investimenti stranieri.
In queste condizioni la stabilità del rublo viene determinata da puri fattori speculativi sul mercato: prezzo del petrolio, flusso di capitale verso l’esterno, investimenti stranieri e capitalizzazioni straniere per i maggiori esportatori russi. Però questa situazione potrebbe cambiare se creiamo un sistema nazionale di investimenti in rubli, creando istituzioni per lo sviluppo che forniranno crediti in rublo a basso prezzo al vero settore economico, spostando il sistema di tassazione dalla pura materia prima (con tassa ad alto valore aggiunto) all’industria e cominciando a stimolare piccole e medie imprese coinvolte in innovazione e produzione.
Mentre il rublo viene visto come secondario rispetto al dollaro statunitense, tutti i suggerimenti sopra citati sono considerati controversi. Fintanto che gli obiettivi principali di qualsiasi attività in Russia mireranno ad incrementare la loro capitalizzazione in dollari, come prendere grandi prestiti in dollari, piazzare azioni sui mercati di New York o Londra, oppure vendere qualcosa per l’esportazione, l’idea di vendere petrolio in cambio di rubli non verrà accettata con entusiasmo. Per primo sarà necessario creare una struttura finanziaria basata sul rublo, poi costruire un’attività che sia orientata verso questa infrastruttura, solo allora potremo iniziare una rigorosa politica mirata alla separazione del rublo dal sistema del dollaro. Comunque tutto questo richiederà cambiamenti maggiori nel personale dell’élite politica russa.

Petrolio

Domande (cfr. Michael Schaefer Schwerin - Germany / teranam13  - North California / Ric Edmonton - Alberta - Canada / Dick Lenning - Canada / jc - Southern California)

1) La corrente guerra portata ai prezzi petroliferi danneggerà seriamente l'economia russa o questa è sufficientemente diversificata da sopportare la tempesta?
2) È vero che il prezzo calante del petrolio e la valutazione calante del rublo si annullano a vicenda?

3) La Russia è capace e/o ha voglia di adottare misure di ritorsione e quali potrebbero essere?
4) L'industria petrolifera russa è dipendente dalle tecnologie occidentali per le sue operazioni?


Risposta: L'argomento "petrolio" è sempre molto complesso. C'è infatti da considerare un gran numero di fattori, a breve termine (aumento della produzione petrolifera libica, parziale rimozione delle sanzioni contro l'Iran), a medio termine (sviluppo di nuovi e costosi campi petroliferi, la "rivoluzione" dell'estrazione da rocce scistose), a lungo termine (mutamenti nella struttura economica, sviluppo di nuove tecnologie energetiche). Non ci sono punti di vista concomitanti su questo problema, cosicché non c'è necessità di parlare delle tendenze a lungo termine che, pur presenti senza dubbio, sono a malapena conosciute. Le tendenze a breve termine, compresa la recente caduta dei prezzi, costeranno molto agli "organizzatori" se vanno al contrario di quelle a medio e lungo termine. Dalle indicazioni della prognosi macroeconomica (rivista molte volte in questo decennio, ma i cui componenti di base rimangono quelli impostati nei primi anni del 2000, ragione della nostra fiducia in essa) la principale tendenza macroeconomica della prossima decade sarà la divisione del mondo in zone valutarie. Ciascuna zona avrà i propri meccanismi per la formazione dei prezzi (come fu nel caso degli anni '70 e '80 nelle zone economiche sovietica ed occidentale). Perciò la caduta dei prezzi petroliferi prepara l'economia russa alle prossime differenti realtà quotidiane, piuttosto che arrecarle semplicemente un danno.
Vorrei sottolineare che la Russia ha investito il surplus di profitti generati dalla vendita di petrolio in beni in attività occidentali. Perciò la diminuzione di profitti porterà piuttosto problemi agli USA nei cui buoni del tesoro sono stati allocati i soldi del petrolio. Il nostro budget, anche considerando il deflusso di capitali, è in surplus. Ci sono problemi con le risorse di investimento, ma possono essere superati se cambiano le politiche economiche. Le misure di ritorsione sono piuttosto politiche. Mediante le contro sanzioni, la Russia ha mostrato che questo non è il modo di trattare gli alleati. E se loro non sono alleati, allora sono nemici? In altre parole, gli USA stanno spingendo la Russia in una unione anti-americana con la Cina? Certamente l'unione con la Cina è una materia discutibile, ma quali altre opzioni ci sono se non si trova in UE nessuno con cui parlare (ma qui la situazione può cambiare, basta guardare a Marine le Pen in Francia e Viktor Orban in Ungheria), se le élite politiche della UE sono sottomesse a Washington, e se gli USA si comportano male?

Le sanzioni hanno mostrato che in questo periodo è impossibile negoziare con gli USA. E ciò significa che la questione non è più se la Russia può fare a meno delle tecnologie americane o no, ma è quella di capire cos'è necessario per procedere senza di esse. Se l'economia fosse in salute, allora mentre la Russia fosse intenta a risolvere i propri problemi, gli USA potrebbero andare avanti, ma in mezzo ad una domanda in caduta... gli USA, molto probabilmente, retrocederanno; questo è lo standard delle attese nelle lunghe crisi. Di sicuro, i problemi della Russia non si risolveranno da soli, è necessario aggiornare le politiche economiche. Nel complesso, le sanzioni non rappresenteranno una materia critica nel futuro prossimo. Questo perfino se fossero aumentate, ma non c'è garanzia che ciò non farebbe precipitare la crisi negli USA. 


Sanzioni

Domanda (cfr. David - Northern California / Tom Mysiewicz Reedsport - OR / Rhysaxiel Bordeaux - France / Paul from Tokyo / R-27 ER/ET - Santiago - Chile)

1) Quale effetto avranno le sanzioni sull'economia della Russia nel corso dei prossimi anni?
Porteranno la Russia ad una migliore integrazione con le economie dei BRICS e di altri paesi non occidentali, e come questo può aiutare la Russia a districarsi nel regime di sanzioni?

2) Le sanzioni forniranno, in fondo, un catalizzatore per lo sviluppo di una valuta alternativa di riserva?

RispostaHo già risposto in parte a tale questione cosicché ne prenderò lo spunto per meglio definire quello che ho già detto. Circa l'uso di una differente valuta, c'è già stata una decisione: ce ne sarà una, e forse più d'una. Non c'è altro modo di supportare l'investimento, oltre quello di emettere una valuta regionale e, come si dice, "chi paga il pifferaio, sceglie la musica". Mettendola in altra forma, SE e quando appariranno questi centri di emissione di valute regionali sarà chiaro molto presto chi sono i "patrioti" e chi i "collaboratori". È tutto molto semplice: se esporti capitale, il paese di destinazione riceverà l'investimento. Sarà chiaro in fretta.
È una questione completamente diversa il perché gli Stati Uniti stiano tagliando il ramo su cui sono seduti (cioè stiano stimolando la creazione di valute alternative di riserva). La risposta è ugualmente lineare: essi non possono semplicemente concepire il loro proprio collasso. Tuttavia questa credenza non è una semplice questione di "Idealismo Americano" (Noi siamo i dominatori, perciò siamo noi che modelliamo la storia, non il contrario), ma è anche una credenza mantenuta dalle élite, nelle cui mani rappresenta uno strumento fondamentale per il controllo sociale. Inoltre, se ammettiamo che la dottrina economica ufficiale semplicemente non riconosce la crisi (per essere esatti, per la teoria è impossibile riconoscere la crisi visto che le mancano i termini di riferimento per descriverne le cause) allora la crisi diventa inevitabile, pur potendone fuggire: le scienze economiche sono fondate esse stesse su assiomi che attirano l'economia verso la catastrofe. Non c'è altro da dire, "A colui che gli dei vogliono distruggere, prima viene data in dono la pazzia".
I BRICS, per di più, sono un fenomeno piuttosto artificiale, nato dai sogni della Goldman Sachs, la famosa banca d'investimento, per scopi puramente commerciali (immettere nuovi valori sul mercato). Dal nostro punto di vista, i paesi del BRICS assomigliano ai leader delle zone economiche regionali, con Brasile e Sud Africa per quella "meridionale", la Russia per la "euroasiatica", Cina e India per le proprie zone nazionali dato le loro ingenti popolazioni. In queste zone, la cooperazione aumenterà di pari passo ai tentativi degli Stati Uniti di risolvere i propri problemi interni forzando gli altri paesi a pagare per i loro debiti con l'uso delle istituzioni e dello schema, impostati a Bretton Wood, che prevede l'uso del dollaro come unica valuta di riserva. Con tutta probabilità, questi tentativi degli Stati Uniti non faranno altro che accelerare il processo di integrazione regionale.

Domanda: In assenza di controllo sugli scambi, è stato considerata la creazione di una divisione fra gli usi esterno ed interno del rublo per supportare la valuta e per minimizzare l'impatto delle sanzioni e degli speculatori di merci e valute?

Risposta: La Russia ha una intera collezione di leggi sulla regolazione della propria valuta, ma al momento non sono applicate, poiché la loro attivazione contraddirebbe l'ideologia che guida la élite finanziaria. C'è un meccanismo di conversione forzata di ricavi esteri, adesso impostato allo zero percento. Sui mercati valutari, ci sono limiti sulle posizioni dichiarate ed altre regole anch'esse non applicate. Non sono del tutto sicuro della necessità di nuove leggi, quelle esistenti sono totalmente sufficienti se ci dovesse essere la voglia di attivarle.
Io ho il sospetto che il governo e la Banca Centrale (e con ciò mi riferisco ad un gruppo ideologico, commerciale e politico unificato identificato sui media come "liberali" sebbene il termine possa trarre in inganno), hanno promesso la crescita economica alla dirigenza politica nazionale e, essendo incapaci di ottenerla, hanno deciso di risolvere la situazione mediante la svalutazione. Purtroppo essi non comprendono l'economia, o piuttosto, non capiscono quali siano i due casi specifici in cui la svalutazione può portare beneficio al PNL: o c'è una grande capacità di produzione non sfruttata, come nel 1998, o c'è una grande quantità di credito liberamente accessibile. Attualmente non c'è nessuna delle due. Gli investimenti nei mercati valutari non sono profittevoli, e nessuno vi investirà. Per quanto riguarda il rublo, la Banca Centrale si rifiuta semplicemente di aprire il mercato del credito. Questo vuol dire che non ci saranno conseguenze positive ma solo negative. La più ovvia sarà il collasso degli standard di vita fra la gente comune visto che la maggior parte delle merci è importata. Questo ci porta ad ipotizzare che la dirigenza della Banca Centrale sia in combutta con Washington con il fine comune di sovvertire Putin. È una ipotesi già acquisita sulla stampa russa.

DomandaDentro il Cremlino ed il governo russo c'è abbastanza volontà politica ed influenza per lanciare una modernizzazione agricola e dei progetti di miglioramento visto che le sanzioni sono state imposte sulle importazioni agricole?

RispostaAl momento, il Cremlino sta facendo domande sulla modernizzazione agricola guidata dallo stato la quale contraddice l'ideologia del governo. Ciò conduce, naturalmente, all'aperto sabotaggio. Questo è assolutamente chiaro sia nell'ambiente degli investimenti, in cui il governo è direttamente responsabile del flusso di investimento ma gioca adesso un ruolo opposto, sia nella implementazione del sistema russo dei pagamenti, tanto per fare alcuni esempi fra molti. Se il Cremlino ha la volontà politica di cambiare il governo allora la situazione generale migliorerà e, con essa, anche l'agricoltura. Altrimenti la situazione generale continuerà a deteriorarsi.

DomandaIn una sua recente apparizione in televisione con Sergei Glazyev, ha suggerito che l'uso delle sanzioni da parte degli USA fosse un segno della rottura del sistema attuale. Potrebbe sviluppare il concetto?

RispostaHo mostrato prima che la situazione politica corrente negli Stati Uniti porterà all'intensificarsi dei loro problemi, primo fra tutti la distruzione del dollaro come valuta globale. Quando vedi che il mantenimento di una "regola del gioco" può essere fatto solo a spese di altre regole, allora è abbondantemente chiaro che le regole esistenti non sono più rilevanti e che hanno necessità di essere sostituite.

DomandaAlcuni paesi che hanno seguito la guida degli USA sulle sanzioni ne stanno subendo l'influenza sulle loro economie. Crede che gli USA abbiano promesso agli alleati di sovvenzionarne le perdite? Quale crede che sia il motivo per cui questi paesi sono stati disposti a rischiare le loro economie?

RispostaNo, gli USA non daranno soldi a nessuno. Quei paesi che hanno agito contrariamente ai loro interessi lo hanno fatto perché, in effetti, le loro élite sono state sequestrate dagli USA. Non è un segreto, ed infatti molti scrivono, nei media indipendenti europei, che è impossibile fare carriera in politica con il supporto degli USA. Gli unici che fanno carriera sono quindi quelli saldamente presi all'amo. Spesso gli stessi Stati Uniti creano quell'amo (contratti redditizi, garanzie, talvolta bustarelle e perfino ricatto). Non è sorprendente che controllino l'intera estensione della UE, che intercettino tutte le chiamate telefoniche e via dicendo. Basta poi la rivelazione sulla stampa nazionale di una tresca, di una piccola somma non dichiarata al fisco o di una telefonata indiscreta (magari critica verso il Gay Pride) a privare l'individuo del suo status sociale o di una parte significativa dei suoi introiti. Chi potrebbe combattere tutto ciò? Ci sono un sacco di storie spaventose circa la "Stasi" negli anni '90, che dicono tenesse registrazioni di ogni cittadino della Repubblica Democratica Tedesca. Adesso comprendiamo che quel periodo fu una inaspettata utopia di libertà personale se lo compariamo con le pratiche odierne degli Stati Uniti. Per dare qualche esempio, la Stasi poteva anche conoscere chi aveva dormito con chi, ma non aveva registrazioni delle conversazioni intercorse in questi incontri intimi. Chiedetevi: è piacevole pensare che ci potrebbero essere persone che, senza autorizzazione, ascoltano registrazioni
direttamente collegate alla vostra vita privata? Inoltre, quante persone ci sono su questa terra con vite private invulnerabili al ricatto? E, realmente, quanti rifiuterebbero una offerta degli Stati Uniti sapendo che quelle informazioni non soltanto sono nelle loro mani, ma sono anche pronte ad essere usate contro di loro?

DomandaQuale potrebbe essere la risposta della Russia se la situazione con i prezzi del petrolio, le sanzioni, lo scontro economico e la pressione militare diventasse critica? Come mobiliterà i suoi alleati e come può rafforzare la sua economia ed i suoi corpi armati, specialmente l'aviazione e la difesa missilistica?

RispostaBene, la Russia non ha praticamente alleati, se pensiamo ad essi come fossimo nel 1939. La Bielorussia, il Kazakhstan e forse una paio di altri piccoli Paesi. Tuttavia ci sono molte nazioni che comprendono l'intenzione degli Stati Uniti di distruggere, da soli, l'ordine mondiale e, con esso, la sicurezza globale (è quello che ha detto Putin nel suo discorso di "Valdai" a Sochi). Anche negli Stati Uniti ci sono persone che lo comprendono. Ancora, i risultati delle recenti elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno chiaramente mostrato che ci sono persone, specialmente della vecchia generazione che, senza avere profonda conoscenza dei particolari, avvertono che le élite attuali degli USA stanno portando il mondo verso la catastrofe. Noi si vorrebbe semplicemente sperare che il mondo non sia condotto verso la catastrofe.

Commercio

Domande (cfr. Vic - Irlanda del Nord / Song - Canada / Gagarin The spaceman - Cape Town, - Sudafrica) 

Unione Euroasiatica
1) Cosa prevede per l’evoluzione dell’Unione Euroasiatica, in termini di economia interna, dinamiche politiche e di relazioni con altri stati (in particolare il blocco US/NATO/UE)?
Avrà la possibilità di espandersi al di fuori dei precedenti confini sovietici? Le altre organizzazioni di cooperazione regionali quali la CSI e CSTO sono sempre importanti?


RispostaCome ho già avuto modo di dire secondo le nostre teorie il mondo potrebbe dividersi in differenti zone monetarie, sistemi di divisione del lavoro più o meno indipendenti: l’Unione Euroasiatica è una di queste zone. In una visione a lungo termine potrà includere importanti paesi come la Turchia, il Giappone e la Corea riunita. Le ultime due non hanno scelta: gli Stati Uniti e l’Unione Europea non acquisteranno i loro prodotti e non vogliono essere amici della Cina. Così l’Unione Euroasiatica ha un futuro promettente ma questo implica che dovremo lavorare duramente per raggiungere risultati positivi.
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Commercio europeo
1) Nel passato si è fatto molto per una zona di libero scambio commerciale “tra Lisbona e Vladivostok” (ndt: si veda questo articolo dello Spiegel (novembre 2010), edizione inglese).
Come si caratterizza questa zona e data l’attuale ostilità dell’UE nei confronti della Russia c’è una realistica prospettiva di una sua realizzazione a breve/medio termine?

Quali circostanze potrebbero favorirla in futuro?

RispostaCredo che oggi questa prospettiva non esista. Gli avvenimenti in Ucraina hanno dimostrato che l’attuale leadership europea non vuole considerare gli interessi russi: ogni tentativo di discuterne provoca una valanga di dichiarazioni che accusano la Russia per la sua “politica imperialista”, “il tentativo di ricreare l’Unione Sovietica” e così via.
Possiamo discutere se Germania e Francia siano ricattate dagli stati baltici e dalla Polonia, il ruolo di Washington eccetera, ma rimane il fatto dell’impossibilità di una relazione amichevole (in senso lato) tra l’UE e la Russia. Potremo ridiscuterne se si presenterà una riconfigurazione dell’UE e gli stati dell’Europa orientale ne usciranno.

Pagamenti/SWIFT
1) Una delle sedicenti armi più pesanti dell’arsenale di sanzioni US/UE consisterebbe nell’esclusione della Russia dal sistema di pagamenti internazionali SWIFT.
Si sono fatti grandi sforzi per creare un sistema interno o per collegarsi al sistema cinese.

Quali sono le sfide alle quali la Russia dovrà rispondere per sganciarsi da questo particolare sistema occidentale e quali credibili tempistiche si possono considerare per una sua implementazione?

RispostaQuesto avrebbe potuto essere implementato immediatamente ma la Banca Centrale ha sabotato tutti gli sforzi. Fino ad oggi non è stato fatto nulla, così bisognerà ritornare sull’argomento quando la Banca Centrale avrà una nuova direzione. L’attuale dirigenza non farà nulla in questo ambito.

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Geopolitica e Relazioni internazionali La Russia e le relazioni con i BRICs/mercati emergenti

Domande (cfr. Emmanuel - Ames - Iowa - USA / Anand - India / NotSoFast - Lussemburgo)
1) La Russia ha chiarito che in seguito all’aggressione occidentale raddoppierà i propri sforzi per formare un polo geopolitico alternativo, raggruppando i mercati emergenti e in particolare la Cina. Le chiediamo di chiarire i seguenti punti:
- Quali paesi (in particolare tra i BRICS) vorranno sostenere la Russia in questa scelta?
- La Cina rappresenta probabilmente la relazione più critica, soprattutto considerando i rapporti spesso tesi tra i due paesi che rendono molti osservatori scettici rispetto alla possibilità di creare una vera alleanza. Perché oggi la situazione è diversa?

2) La Russia ha attivamente cercato di espandere i suoi legami commerciali con i Mercati Emergenti in generale e con i paesi BRICS in particolare. Per la Russia dove sono le migliori opportunità di sviluppo di relazioni commerciali con questi paesi o anche creando nuove strutture formali/internazionali di scambio commerciale? In questo contesto ci sono altre nazioni/mercati emergenti che condividono con la Russia l’interesse per una potenziale de-dollarizzazione del commercio globale?
3) C’è una reale possibilità di de-dollarizzazione per la Russia e/o altri paesi e se sì quali sono i potenziali rischi e benefici per la Russia?

RispostaMi sono già espresso in merito. Tutte le domande poste implicano la preservazione degli attuali accordi di Bretton Woods e descrivono possibili (o improbabili se non impossibili) scenari di sviluppo nel mondo. Comunque, secondo la nostra concezione, Russia e Cina non formeranno una singola alleanza ma saranno leader di due distinte alleanze regionali - una più centralizzata (Cina), l’altra più democratica.
L’attuale convergenza tra Cina e Russia non è dovuta al prefigurare un futuro comune ma trova ragione nel loro considerare insostenibile il modello esistente.
Gli Stati Uniti cercano di descrivere le politiche russe e cinesi da una prospettiva di mantenimento dell’ordine attuale e questo porta a uno scenario contraddittorio. Se visto dal corretto punto di vista il quadro diventa chiaro. Comunque in questo scenario gli US diventano un leader regionale, esattamente come la Russia, la Cina o ad esempio il Brasile.

Europa

Domande (cfr David - Vienna - Austria / Corto - Netherlands / Serb origin 123abc - Germany)
1) Anche se la Russia si rivolge verso l’Asia e i Mercati Emergenti, l’Europa rimane un elemento fondamentale della strategia geopolitica Russa. Alla luce dell’attuale posizione europea c’è qualcosa che la Russia possa fare per migliorare le relazioni (escludendo concessioni inaccettabili)?
2) Come potrà superare il virulento blocco anti-russo capitanato da Polonia, Stati baltici e Ucraina (occidentale)?

RispostaHo già spiegato che l’amicizia tra Russia e l’attuale Unione Europea è impossibile fino a quando gli Stati Uniti non lo vorranno ma questo è uno scenario limitato perché nel momento in cui le considerazioni di sicurezza prevarranno gli Stati Uniti molto probabilmente modificheranno le loro posizioni. Cosa succederà alle attuali élite dei principali paesi anti russi sembra non interessare nessuno: dovranno andarsene perché non saranno in grado di cambiare la loro retorica e per la Russia questo rende impossibile trattare con loro. Al tempo attuale la Russia non ha niente di cui parlare con l’Unione Europea per varie ragioni; la prima è piuttosto ovvia: cercare di trovare un consenso all’interno del quadro di riferimento dell’EU quando la posizione di questa organizzazione sarà sempre fortemente antirussa. La seconda è legata all’assenza di una posizione indipendente di Bruxelles che semplicemente esegue la politica americana. La terza ragione è l’assenza di futuro della presente Unione Europea. Dobbiamo discutere questo punto nel dettaglio. Se posizionassimo l’attuale UE nella scala temporale dell’Unione Sovietica potremmo compararla al periodo 1989-1990. I problemi sono gli stessi. Certi ordinamenti vennero adottati in un determinato contesto, una specifica situazione storica, finanziaria, economica e in seguito codificati. Oggi le condizioni storiche e economiche sono cambiate ma è praticamente impossibile emendare gli ordinamenti legislativi. Ogni specifico problema potrebbe essere risolto, anche se non si sa quando, ma ci sono decine di migliaia di questi problemi e il tempo è estremamente limitato. La sola possibilità di realizzare qualcosa è data dalla loro abolizione in blocco o, in altri termini, dissolvere l’Unione Europea che potrà poi essere riassemblata sulla base di nuove regole. In particolare si può affermare che l’Europa dell’Est non sarà parte della “nuova” Unione Europea. Questo è sicuro. Non possiede industrie e dunque non ha valore. C’era un bisogno politico di “strapparle” all’USSR/Russia e poi di nutrirle per ammorbidire gli effetti negativi della rinuncia al socialismo. Oggi i giovani non ricordano il socialismo e ciò significa che è possibile abbandonare queste persone e lasciare che sopravvivano coi propri mezzi. Non sono di nessun interesse. Come la storia europea del XIX secolo insegna sprofonderanno in un’estrema povertà. Ma, lo ripeto, questi sono i loro problemi. Tornando alla domanda iniziale...è folle accordarsi con l’Unione Europea in un simile contesto, da qui la necessità di costruire il nostro sistema di divisione del lavoro senza considerare gli interessi dell’UE.
Se la Russia ha deciso di iniziare a produrre in sostituzione alle importazioni mancanti, deve semplicemente iniziare a introdurre contro-sanzioni a un significativo gruppo di prodotti visto che l’UE e gli US, introducendo una politica di sanzioni, hanno sepolto tutte le norme della World Trade Organization.

Russia

Domanda (cfr. Kermit Heartsong - San Francisco Bay Area / Author - Ukraine/ ZBig's Grandchessboard & How The West Was Checkmated) 

1) Data la mancanza di appoggio popolare all’agenda liberale/Atlantista come possono continuare a detenere un blocco di potere all’interno della politica Russa?
Dall’altro lato, come può la visione dei Sovranisti Euroasiatici assicurare crescita economica, mentre molti paesi a modelli autarchici/capitalisti di stato hanno manifestato gravi debolezze nel recente passato?

2) Che ruolo giocheranno i nazionalisti della “Grande Russia”, in particolare i soggetti più radicali/nazionalistici e socialisti?

RispostaIn primo luogo queste persone (“liberali”) controllano una parte considerevole delle proprietà russe. Secondo, sono sotto la protezione degli USA; terzo, dal punto di vista delle élite politiche, svolgono compiti importanti quali fare accordi con il sistema finanziario mondiale, investimenti e crescita economica. Oggi è diventato chiaro che non c’è crescita economica, non ci saranno investimenti e che gli USA non ci trattano come partner.
Questo significa che i “liberali” hanno perso l’appoggio politico e saranno spinti fuori dall’arena politica. La domanda è: quanto veloce sarà questo processo?
Gli Stati Uniti hanno già capito di aver commesso un errore. Il problema è che la squadra “liberale” russa è emersa dalla privatizzazione che è stata un enorme furto. Oggi in Russia i termini “liberale” e “ladro” sono sinonimi. In questo senso, ad esempio, una corte europea che chiede alla “Yukos” di versare una multa di 50 miliardi è un grave errore politico commesso dall’occidente perché chiunque in Russia sa oltre ogni dubbio che la “Yukos” fu rubata. Le persone che la comprarono erano pienamente consapevoli del fatto che si trattava di una proprietà rubata e dunque nessuno deve loro nulla. In altre parole per la vasta maggioranza dei russi la decisione della corte è la chiara evidenza che l’unico interesse occidentale verso la Russia è il derubare proprietà pubbliche (governative).
Così è: l’élite occidentale, incluso il suo sistema giuridico, prende deliberatamente decisioni a favore di sé stessa, anche se le persone che la compongono sono ladri professionisti. Questo è un duro colpo alla fiducia verso gli USA e l’UE e questo colpo è anche più duro delle sanzioni. Per quanto concerne i nazionalisti bisogna ricordare che c’è una colossale differenza tra loro. In Russia ci sono tre ampi gruppi di nazionalisti: i nazionalisti russi (in un certo senso sono simili a nazionalisti galiziani ucraini benché ovviamente siano più presentabili per quanto riguarda metodi e slogan), i nazionalisti “nazionali” e religiosi (che includono nazionalisti musulmani simili all’ISIS) e i nazionalisti imperiali (quelli che vogliono far rivivere il grande stato e che non si interessano delle differenze di nazionalità tra i suoi cittadini). Questi ultimi si dividono in monarchici, comunisti e capitalisti “neoliberali” che vogliono costruire un “vero” capitalismo che sia indipendente dall’occidente. È impossibile capire chi vincerà in considerazione dei complessi processi che accadono nel paese. Alcuni possono formare alleanze locali ma tutti hanno specifici obiettivi: questo significa che un differente tipo di relazione deve essere costruito con ognuno di questi gruppi. Allo stesso tempo non ha senso contare sui liberali, a prescindere dal loro attuale potere non hanno forza elettorale, riceveranno al massimo il 3-5% dei voti. Si sono illusi che la nuova generazione sarebbe cresciuta senza ricordare la privatizzazione, ma questi giovani si trovano confrontati con una situazione nella quale tutte le “vie di risalita della crescita verticale” sono intasate dai figli che gli stessi liberali e i “siloviki” (sicurezza nazionale) hanno cresciuto. Per questa ragione i nuovi poteri politici in Russia saranno anti-liberali o anti-occidentali. I “Navalnys” (da Alexei Anatolievich Navalny, avvocato russo e esponente di punta del clan anti putiniano, ndt) non hanno scelta, difendono le posizioni sbagliate. Se l’occidente vuole avere delle relazioni con Mosca deve diventare consapevole di questa situazione e correggerla. In questo momento non lo vogliono fare e questo significa che non ci sono prospettive positive.  

(Ringraziamo Sascha, il traduttore Fabio San e tutto lo staff di Vineyard.it)

domenica 30 novembre 2014

Mikhail Khazin's interview by Saker Community @ The Vineyard of the Saker blog 27.11.2014





Mikhail Khazin was born in 1962 in Moscow. He completed his comprehensive study of mathematics in Moscow. For the next 10 years he ran mathematics workshops in various schools and taught students of math-stream classes. After failing to gain admission to the Mechanics and Mathematics faculty at Moscow State University (due to ethnic profiling existing at the time), he enrolled in the Mathematics faculty at Yaroslavl University. In 1980 he transferred to the Probability Theory Department of the Mechanics and Mathematics Faculty at Moscow State University. 

After graduating from the university in 1984, M. Khazin worked in the Laboratory of Computational Mathematics at the USSR Academy of Sciences’ Institute of Physical Chemistry. In 1989 he was employed at the USSR Central Statistical Directorate’s Institute for Statistics and Economic Research. In 1992, together with his friends and former students, M. Khazin worked as a head of Analytics Department in one of the then-biggest banks of Russia, ELBIM-Bank

In 1993 M. Khazin entered public office. He worked first for the Labour Centre for Economic Reforms, created by Yegor Gaidar with the purpose of theoretically justifying the reforms, then in the Russian Federation’s Ministry of Economy under the ministers A. Shokhin and later E. Yasin. Meanwhile, divisive issues with the so-called Gaidar-team started emerging, in that there was increasing evidence of embezzlement of government funds, sabotage and unabashed corruption on the part of the Gaidar team. 

In March of 1997 M. Khazin became a Deputy Chief of the Economic Directorate at the Presidential Administration. In June of 1998 he was discharged from public service for attempting to fight corruption during the privatization (in other words, for standing up against the Summers-Chubais team) and to avert governmental policies that led to the default of 1998. Khazin was unemployed for 2 years and for the next 10 years he was not permitted to leave Russian territory. 

Since the summer of 2000 Khazin has been employed as a consultant. On September 10, 2001, when participating in the Expert journal’s forum and analyzing the economic situation in the United States, he foresaw a high likelihood of large-scale terrorist attacks organized by the U.S. authorities to explain the deterioration of the economic situation in the country. M. Khazin and his associates at the time elaborated the theory of modern economic crisis. At the beginning of 2002 Khazin published a paper dedicated to the basics of structural crisis in the USA which outlined the scale of the current crisis. 2004 saw the publication of the book ‘The Decline of the Dollar Empire and the End of Pax Americana’, written in 2003 in collaboration with A. Kobyakov. 

Since 2002 M. Khazin has been the President of the consulting company Neokon, which mainly specializes in strategic crisis planning. He actively investigates economic theory within a framework of enhanced understanding of modern economic mechanisms that are figuratively and collectively referred to as neoconomics. At present M. Khazin takes a principal interest in studying the structural proportions of post-crisis economics and prices. A number of his articles and interviews about economic problems have been featured in various media.


  • Central Bank, Banking


Questions


Pertaining to the Russian Central Bank. Who owns it and who controls it and who profits from it?  Do foreign interests have a role to play within it and the bank's ability to inject liquidity into the Russian economy? Can the Russian government instruct the Russian central bank in policy decisions? Can they create an alternative to western based financial institutions like SWIFT, Visa etc. to a system based on rubles?


How is Russia’s national money supply structured presently and Why is the Russian Central Bank still depending on accumulation of US dollars before issuing Ruble’s and if this policy will change in the future, how will that affect financing of the Russian national economy from domestic sources like from Sberbank instead of relying on foreign investment?


T1, Princeton NJ


Malcolm Donald


James, Canada


Vic, Northern Ireland


Roxz, Sweden


Colin McKay Australia


Answer


There is a law that states that the Central Bank is independent of the government. Theoretically, the Central Bank has the right to set its own monetary and money creation policy. However, there are two limitations. The first is the IMF policy. Since the Russian Federation signed an agreement with this organization, the Central Bank sees itself as the main instrument for the implementation of the agreement. Of course, it is largely determined by personalities - while the head of the Central Bank, Gerashchenko, was indeed a distinguished banker and statesman, the Central Bank's policy was relatively independent of external sources; with Ignatiev and Nabiullina the situation has changed and the latter leaders try not to argue with the IMF.


The second limitation is the National Banking Council, which includes several representatives from the President Office, government and Parliament. A longstanding Russian Finance Minister, Alexei Kudrin, who is not only a personal friend of President Putin but is also close to the IMF Russian expert, played a key role on the Council until recently.


Today, the situation is gradually beginning to change. It is already clear that the old policy of the Central Bank (that reflects the vision of the IMF in its most orthodox form) does not produce the desired effect and there is a growing criticism in the country of the policy of the Central Bank and the government. However, so far, the leadership of the Central Bank is withstanding this public criticism and does not intend to change its policy. At the same time, the government keeps pressure on the Central Bank to achieve specific results for itself. In particular, the devaluation of the ruble in the last two months is largely due to the fact that the government has too optimistically promised economic growth, which is clearly not there. An attempt was made to stimulate it with the Central Bank agreeing to go against its core mandate, which requires ensuring stability of the national currency’


The Central Bank’s investment policy is similarly pulled by the opposing forces of IMF rules and the country’s economic needs. During Gerashchenko’s tenure, the Central Bank was actively increasing domestic capital (from late 1998 until 2003, the money stock M2 increased approximately 10-fold relative to GDP, from 4% to 40%, and about 15 times in absolute terms). The post-Gerashchenko Central Bank has been pursuing a strict policy of keeping the ruble from becoming an independent investment vehicle (in compliance with the principles of the Bretton Woods system, in which the dollar should be the only investment source). It has become clear today that there won’t be foreign investment in Russia at a significant scale and therefore it is necessary to stimulate the ruble investment process. However, the current leadership of the Central Bank refuses to take any steps in this direction. Thus there is a reason to believe that the management of the Central Bank will change in the medium term.



  • Gold, Gold currency


Questions


Distinguished Western economists have pointed out that for years naked gold short selling through manipulation of paper contracts have been used to prop up the United States Dollar and Western allied-currencies against the threat of greater depreciation versus gold. Can Russia and China break the West's gold shorting scam? 


Would this be an effective way for Russia to retaliate against the Western-Saudi economic warfare that is driving down the ruble and oil price?


In particular, is there any serious likelihood Russia and China could coordinate to take delivery of large quantities of physical gold at the newly opened Shanghai Gold Exchange in order to create an arbitrage between the fake, naked short created paper gold price on the COMEX London market and in Shanghai, resulting in the end of the COMEX as a serious vehicle for gold price discovery that the central bankers can manipulate? (In other words, breaking the West's quasi-monopoly on 'price discovery' in the precious metals market, of which Russia and China are the world-leading producers).


For many years gold analysts like Dr. Jim Willie and 'King World News' have suggested Russia and China have been willing to tolerate the Western manipulation of gold because this has created a fantastic buying opportunity for Russia and China to stockpile the strategic metals at a huge discount. But with the COMEX price being below the Russian if not Chinese mining cost of production at what point do Moscow and Beijing defend their long term gold mining interests (e.g., Magadan miners in Russian Far East) and corporations from predatory undercutting? 


Does the Moscow economic elite see the gold price as an Anglo-American weak spot, to hit back at the West for trying to drag down the ruble and the oil price?


What chances are there of the BRICS nations using a debt-free or gold-backed money system? 


Will gold replace the USD as the world reserve asset and unit of settlement for international trade?


James, USA


Corto, Netherlands


Mcbuffalo, Arizona


NotRelevant, The Netherlands


James Bond, Australia


bob kay


Answer


It had been clear to many economists for a long time that the role of gold in the world will grow and, most likely, will return to its position as a single measure of value. In particular, we wrote about the current crisis back in 2004 in our book "The decline of the dollar Empire and the end of the ‘Pax Americana’.” There's a whole Chapter devoted to the role of gold and its manipulation. However, Russian economic leaders close to the IMF ignored this position at the time. This only began to change in the last couple of years. China has been serious about gold for almost the entire last decade and is now actively preparing for a potential transition to a "gold standard," at least in economic relations between the so-called "currency zones," which, in our opinion, will emerge after the single world dollar system falls apart.


But Russia and China cannot stop these manipulations, because the price of paper gold is determined on the speculative dollar markets. They can’t provide "leverage" that would be comparable to that of major U.S. banks that have access to an unlimited issuing resource. The only thing they can do is increase the gap between the price of "paper" and "physical" gold by constantly buying the latter on the world markets. Of course, this increases the instability in the global gold market and creates potential losses for the main "gold dealers" who work with the Federal Reserve on leasing programs, but the degree of imbalances has not reached a critical value yet. It seems to me that the sharp rise in gold prices will start after the burst of the next "bubble" in the US stock market.


With regard to the potential price of gold, as I wrote back in the early 2000's, it is determined by a “fork,” the lower limit of which is the gold price in 1980, when it had its local peak after the dollar was decoupled from gold (USA default) in August 1971, and the upper limit of which is the purchasing power of the dollar in the early twentieth century, when gold was actual money. Today this “fork” (in current dollars) is seen somewhere at the level of $ 4,500 - $ 15,000 per Troy ounce.



  • Industry


Questions


American industry is currently oriented chiefly towards weapons production. What danger do you see for Russian industrialization to take the same precipitous path? 


It will be interesting to see if Russia can solve this modern riddle of the Sphinx: how to fold the economic surplus back into the economy, while the oligarchs are doing everything in their power to prevent such a thing. What safeguards Russia may have against the aggrandizement of power corporate entities, especially militarily oriented ones, as has been achieved in the USA?


Who are the groups participating in the discussions to promote the development of Russia industrially and culturally, is it the RAS, Valdai Club, think-tanks, etc? What are the main elements being considered for the proposal? Are foreigners somewhat allowed to participate at some point in the proposal?


Canada shares important features of Russia’s new economy such as growing dependence on resource extraction. Both countries are becoming petro-states, more or less rapidly. My question concerns the extent of de-industrialization in Russia. Is it fair to say that industrial development is now geared to servicing the extraction industries and to what extent is this a trend or not? 


After the savage destruction of Novorossiya by the ATO an investment in the hundreds of millions, if not billions, will be required just to get the region back to where they were before they were attacked. On top of the money required for infrastructure, when separation occurs, Novorossiya will be billed, with some justification, their portion of the national debt. Where will the money come from? What role do you think Russia should play in the financing of the rebuild?


juliania New Mexico, USA


12 chair fan


from Patagonia


Da Ric Edmonton, Alberta, Canada


rrell Rankin Canada Winnipeg, Manitoba


Answer


The situation with industry in the US in the past couple of years has somewhat improved. There are two reasons: changing energy prices in the US (and here we must say good words for the Obama administration), and the rising cost of production in China. However, the main factor for long-term growth - private demand – is in decline. This suggests that growth in the US does not even have a medium-term prospect. The drop in private demand is the main impact of the economic crisis, which has continued since 2008. Nothing can be done here, because the main mechanism of its stimulation - the refinancing of private debt in an environment of a decline in the cost of credit - is no longer working. Recall that the discount rate of the US Federal Reserve, which was 19% at the beginning of the “Reaganomics” policy (the main tool of which was increasing lending to households), declined almost to zero by December 2008. It’s impossible to raise the rate now, because it will bring down the whole pyramid of debt around the world. 


Today US households consume every year about $3 trillion more than they earn. The situation in the EU is not much better. This means that aggregate demand in the world will be sharply decreasing. In other words, continuing to keep the trading and financial infrastructure of a global system of division of labor won’t be cost-effective. The world will most likely return to regional systems of division of labor. Each such system will have to provide domestic production of basic consumer and investment goods. The territory of their self-sufficiency will be regional, with high enough inter-zonal trade barriers. In this scenario the WTO has no prospects.


An investment source for creating (or restoring) the relevant industry will be the issue of regional currencies (in our 2004 book these regional systems of division of labour are called “currency zones”). In this sense, Canada is very different from Russia. Russia, most likely, will be one of the leaders of the “Eurasian” currency zone and will actively participate in the development strategy of the division of labor and emissions in the zone. Canada will be a part of the “dollar” zone with its strategy prescribed by Washington. So if our description of the development strategy in the short-term is true, then Russia and the US will restore their industrial production. In the US, due to a significant fall in demand and the loss of many foreign markets, it will be much easier to do this. Canada, however, will remain a “resource extraction” economy.

In general, how the “currency zones” will be configured after a sharp reduction in the global aggregate demand is a very interesting question. In particular, I did not believe the independence referendum in Scotland would result in separation from the UK. However, if the elite of Britain decided to enter the dollar currency zone, then Scotland would almost certainly separate because it is obviously attracted to continental Europe. Canada can see the intrigue with the separation of Quebec revived and its subsequent accession to the renewed EU. But I repeat, all these issues will become relevant only after the sharp fall in aggregate demand.

It seems to me that Novorossiya (and Ukraine, like many other countries in Eastern Europe, after the configuration change of the European Union), will be restored using the ruble as the issuing resource. The ruble may remain the national currency of Russia or become, perhaps under a slightly different name, the Eurasian Economic Union currency, which theoretically can include (out of major countries) Turkey, Japan, and United Korea. The last two countries, which are highly oriented towards external markets, will have no other options for regional economic cooperation after the U.S. returns to a policy of isolationism, without which they will not be able to recover their economies.


The Russian expert institutions are divided into three large groups. The first comprises the fragments of the ex-Soviet system of the Academy of Sciences. They partly have lost their quality, but until recently were able to maintain a relative independence. It is this independence, especially in the economic sphere that has infuriated the liberal crowd, which tried to completely destroy the Academy of Sciences as an independent public and expert institute. It is possible to work effectively with some institutions within the group; in particular, some of its representatives were among the Russian participants at the recent XVIII Dartmouth Russian-American conference in Dayton.


The second group is created and funded, either directly or indirectly, by Western grants (the most famous in the economic sphere is the Higher School of Economics, in Russia known as the “Russian Economic School”). Organizations within this group represent the interests of the grantors, and their authority has lately fallen rapidly.


The third group comprises people who try to address the real problems with the money that they can find, bypassing the State. I, for example, am among these people. Among the members of this group are independent (from the international heavyweights) consulting companies and research institutes that were created by real producers, and so on. They have done quite a lot in recent years (in the early 2000s we, for example, created a theory that describes the current crisis), but their “weight” within the framework of the State is quite limited. These institutions or individuals can be very interesting from the point of view of purely informational and even non- monetary interaction. Their influence in Russia will grow strongly.



  • Ruble, Currency


Questions 


In contrast to the US Dollar, how is the Russian Ruble supported by the Russian economy? and its flexibility in working together with the basket of other currencies forming the next world trade mechanism outside of the US Dollar.


There has been some talk about giving the Russian state the right to issue currency to fund public infrastructure development and to give low interest loans for business in the productive sectors.  What are the chances of such a thing happening and in a timely manner in the near future? 


Why don’t Russia revise contracts from countries that sanctioned Russia – so that all future transactions for Russian Gas & Oil have to be made in either Gold Bullion and/or Russian Ruble’s? 


Christian Witting Mandal, Norway


Blue Northern Illinois, US


Catrafuse, Timisoara Romania


zerone Germany


André Montreal Canada


Ricardo Valdivia Chile


JH Québec


Julian, Melbourne


Answer


As I have written elsewhere, today’s economic leadership of Russia - the Government and the Central Bank - consider the ruble exclusively within the framework of the Bretton Woods system; as secondary to the US dollar. Accordingly, they hold the economy of Russia open to the world financial system, constrain investment opportunities for the ruble (by overstating the value of dollar-denominated loans) and rely on foreign investment.


In this situation, the stability of the ruble is determined by purely speculative factors of global markets: a price of crude oil, capital outflows, foreign investments, and a foreign capitalization of major Russian exporters. However, the situation can change if we establish a domestic ruble investment system, create development institutions that will provide cheap ruble credit to the real sector of the economy, change the tax system from pure raw materials (with high value-added tax) to industrial, and begin to stimulate small and medium businesses engaged in innovation and production.


While the ruble is seen as secondary to the US dollar, all the above-mentioned suggestions are highly controversial. As long as a main objective of any business in Russia is to increase its dollar capitalization, get a large dollar loan, place shares on the New York or London stock exchanges or sell something for export, the idea of selling oil for rubles will not be greeted with enthusiasm. First, it is necessary to create a ruble-denominated financial infrastructure, then build a business that is oriented on this infrastructure, and only then start a strict policy for its separation from the dollar system. This in any case will require a major change of personnel of the Russian political elite.


  • Oil



Questions


Will the oil-price war currently being waged seriously damage the Russian economy, or is the Russian economy sufficiently diverse to “weather the storm”? Do the falling price of oil AND the falling value of the Ruble effectively offset each other? Is Russia able and/or willing to take retaliatory measures and what might they be? Is the Russian oil industry dependent on Western technology for its operation?


Michael Schaefer Schwerin, Germany


teranam13 from N. California


Ric Edmonton, Alberta, Canada


Dick Lenning Canada


jc Southern California


Answer


The oil topic is always very complex. There is a huge number of factors, comprising the short-term (increasing the oil production from Libya and partial lifting of sanctions against Iran), medium-term (development of new, more expensive oilfields, and shale “revolution”, etc.) and long-term (change in economic structure and in energy technology). No concurrent view about this problem exists, so it is needless to talk about long-term trends, which, undoubtedly are present, but barely known. The short-term trends, including the recent downturn in prices, will cost the “organizers” quite a lot if they develop against medium- and long-term trends. 


From the macroeconomic prognosis (it has been revised many times within the past 10 years, but the core components were set at the beginning of 2000s, that is why we trust it) the main macroeconomic trend of the next decade will be the division of the world into currency zones. Each zone will have its own price formation mechanism (as was the case in the 70-80s in “Western” and Soviet economic zones). Therefore the drop in oil prices prepares Russia’s economy for different day-to-day realities rather than merely damaging it.  


I’d like to point out that Russia invested surplus profit from the sale of oil into assets in the West. Therefore the decrease in profits will rather bring problems to the US, in whose treasuries the oil money was being allocated. Our budget, even accounting for capital outflow, is in surplus. There are problems with investment resources, but they could be overcome if the economic policies are changed. Retaliatory measures are rather political. By the counter sanctions Russia shows that this is not the way to treat allies. And if they are not allies, then are they enemies? In other words, does the US push Russia into an anti-American union with China? Certainly, the union with China is a disputable matter, but if there is nobody to talk to in the European Union (where the situation can change, just look at Marine le Pen in France and Viktor Orbán in Hungary), if the political elites of the EU are subservient to Washington, and if the U.S. behaves inappropriately, then what are the options?


Sanctions have shown that the US these days is impossible to negotiate with. It means that the matter is not whether Russia can do without American technologies or not; in fact, it is about how it needs to proceed without them. If the economy were healthy, then while Russia would resolve all her current problems, the US would go forward, but amid sagging demand… The US will likely go backwards; this is a standard expectation amid long crises. Sure, the problems of Russia won’t be resolved on their own, it is necessary to update the economic policy. On the whole, sanctions do not constitute a critical matter for the time being. They even can be increased, but there is no guarantee that it will not precipitate a crisis in the US. 


  • Sanctions






David Northern Californi


Tom Mysiewicz Reedsport, OR


Rhysaxiel Bordeaux, France


Paul from Tokyo


R-27 ER/ET Santiago, Chile


Question


What effect will sanctions have on the Russian economy over the next few years? Will they lead to better integration with the BRICS economies and other non-Western countries and how could this help Russia to deal with the sanctions regime? Will the sanctions ultimately provide the catalyst for the development of an alternative reserve currency?


Answer


I’ve already addressed part of this question so I’ll take the opportunity to refine what I’ve said before. Regarding the use of a different currency, this is already decided – There will be one, probably more than one. There is no other way to support investment, apart from by issuing regional currency and it should go without saying that ‘Whoever pays the piper calls the tune’ To put it another way, If and when regional these regional currency issuing centres appear it will quickly become clear who are ‘patriots’ and who are ‘collborators’. It’s all quite straightforward: If you export capital, the destination country will receive the investment. It will become clear quite quickly 


It’s a completely different matter why the United States chops off the branch on which it is sitting (ie. stimulating the creation of alternative reserve currencies). The answer is similarly straightforward. They simply can’t conceive of their own collapse. However this belief is not simply a matter of idealistic ‘American Exceptionalism’ (We are the dominant, thus we shape history, not the otherway round), but it is also a belief held by the elite, as it forms a critical tool of social governance. Furthermore, if we admit that the official economic doctrine simply doesn’t acknowledge the crisis (To be more exact, it is impossible for the theory to recognise the crisis as the theory lacks the terms of reference to describe the cause) then the crisis actually becomes inevitable, if not inescapable: The economics are themselves founded on axioms which themselves are impelling the economy to catastrophe. There is nothing more to say here. ‘Those whom the gods want to destroy, they first make mad’


The BRICS, moreover is a pretty artificial phenomemon, dreamt up by Goldman Sachs, the famous investment bank for purely commercial reasons. (In fact to issue new securities onto the market). From our side the BRICS countries look like the leaders of regional economic zones (Brazil and South Africa in one (‘Southern’). Russia (‘Eurasian’), China with its own Chinese and India with its own national zone, given its huge population. It looks likely that the Indian zone will most closely follow the Eurasian Zone. In these zones co-oporation will increase as will the attempts of the United States to solve their internal problems by forcing other countries to pay their debts, using the institutions and frameworks set up under the Bretton Woods which established the dollar as the sole reserve currency. These efforts of the United States are only likely to speed up the process of regional integration.


Question


In the absence of exchange controls, has consideration been given to creating a split domestic-foreign ruble to support the currency and minimise the impact of sanctions and of commodity and currency speculators?


Answer


Russia has a whole collection of legislation to regulate its currently which are simply not ative at the moment because their activation would contradict the ideology which drives the financial elites. There is the mechanism of enforced conversion of foreign revenues (Set at zero percent at the moment). There are limits on declared FX positions and other FX regulations which are similarly not active. I am not at all sure that new legislation is required, those which exist are wholly sufficient should the will be therr to activate them.


I have a suspicion that the government and the Central Bank (and this refers a united ideological, commercial and political ‘team’ which are labelled by the media as ‘Liberals’, although the term potentially misleading), who promised the national political leadership economic growth although were unable to maintain it, have decided to resolve the situation by devaluation. However they simply don’t understand economics, rather they do not understand that devaluation will only benefit GDP in teo specific cases: Either there is a large amunt of idle capacity (like in 1998), or there is a large amount of freely available credit. At the moment there is neither. FX investments are not profitable and no one will invest. As for the ruble the central bank has simply refused to open up the credit market. This means that there can be no positive consequences from devaluation only negative ones. The most obvious will be a collapse in living standards amongst the normal population as the majority of consumer goods are imported. This brings us to the hypothesis that the governance of the central bank is in cahoots with Washington with the shared aim of subverting Putin. The hypothesis is already mainstream in the Russian Media.


Question


Is there enough political will and influence inside the Kremlin and the Russian Government to launch agricultural modernisation and improvement projects given that sanctions have been imposed on agricultural imports?


Answer


At the moment the Kremlin is making demands regarding the state-led modernisation of agriculture which contradict the Governments ideology. Naturally this leads to open sabotage. This is absolutely clear both in the investment environment (The government directly is responsible for the flow of investment but actually plays the opposite role at the moment) and in the implementation of the Russian payments system as just one example of many. If the kremlin has the political will to change the government then the situation will improve and with that, agriculture. If not the situation will continue to deteriorate.


Question


In your recent appearance on TV with Sergei Glazyev, you suggested that the use of sanctions by the US was a sign that the current system was breaking down. Can you elaborate on what you mean? 


Answer


I have shown above that the current political situation in the United States will lead to the intensification of problems for the United States itseld, most obviously in the destruction of the dollar as the global currency. If you see that in order to sustain one of the ‘rules of the game’ that this can only be done at the expense of other rules then it is abundantly clear that the rules are no longer relevant and that they need to be changed.


Question


It appears that the economies of some countries that have followed the US lead in sanctions are being affected. Do you believe the US has promised to subsidize the losses of its allies? Why do you believe these countries have been willing to risk their economies?


Answer


No, the US will be giving money to no-one. Those countries that have acted against their own interests have done so as their elites have been effectively captured by the US. It’s no secret and in fact many write in the independent European media that it is impossible to make a career in politics with support from the US. The only ones therefore who can have a career are those frimly ‘on the hook’. Often the United States will create that hook themselves (Profitable contracts, grants, sometimes bribes and even blackmail). It’s not surprising that they control the entire extent of the EU, eavesdrop on all telephone call etc etc. It just needs the exposure of an affair, a few hundred euros of income hidden from the tax authorities or a recording of an indiscrete telephone call (maybe criticising the Gay Parade) – they would all be enough to, when exposed to the national press, to deprive an individual of his social status or a significant part of his income. Who would go against that?


There were a lot of scare stories in the 90s about the ‘Stasi’, who allegedly held records of every citizen of the German Democratic Republic. We now understand that, in comparison with the practices of the United States now that this period was actually an unexpected utopia of personal freedom. To give examples, The Stasi may have known who slept with whom, but it did not have recordings of discussions held during these intimate rendezvous. Ask yourself: Is it pleasant to think that there are people who can, without oversight, scrutinise recordings directly relating to your personal life? Furthermore are their many people on this earth who would not be vulnerable to blackmail in their personal life? And how many people are there really who would refuse to the the bidding of the United States knowing that such information is not only in their hands but ready to be used against them?


Question


What could be the response of Russia if the situation with the oil prices, sanctions, economic warfare and military pressure becomes critical? How will it mobilize its allies and how could it strengthen its economy and military, especially the air force and missile defense?


Answer


Well Russian has practically no allies, if we think of them in the sense like there were in 1939. Belarus, Kazakhstan and maybe a couple of other small countries. However there a lot of countries that understand that the United States is single handedly destroying the world order and with it global security (This is exactly what Putin said in his ‘Valdai’ speech in Sochi). There are also people in the United States who understand this. Morover the recent mid-term election results, a week ago, in the United States clearly showed that there are people, especially in the older generation, who without having a deep knowledge of the particulars feel that the current elites in the US are leading the world to catastrophe. We would simply hope that the world will not be led to catastrophe.


  • Trade



Vic, Northern Ireland


Song, Canada


Gagarin Thespaceman Cape Town, South Africa


Question: Eurasian Union


What do you foresee in terms of the evolution of the Eurasian Union, both in terms of internal economic/political dynamics and its relations with other states (and in particular the US/NATO/EU bloc)? Does it have the possibility to expand outside of the former Soviet Union? Are other regional cooperation organizations such as the CIS and CSTO still relevant?


Answer


As I have already said, according to our theory the world could split into several monetary zones – more or less independent systems of divisions of labor. The Eurasian Union is one such zone. In a long-term outlook it may include such prominent countries as Turkey, Japan and United Korea. The last two have no choice: the U.S. and the EU won’t purchase their produce, and they don’t want to be friends with China. So, the Eurasian Economic Union has a promising future, but it also means that we need to work hard to achieve positive results.


Questions: European Trade


In the past much has been made of a “Lisbon to Vladivostok” trade zone. What do the parameters of such a zone look like, and given the current hostility of the EU towards Russia, is there any realistic prospect of making it a reality in the near- to mid-term? What circumstances could make this more viable in the future?


Answer


I think there is no such prospect as of today. The situation in Ukraine has shown that the current EU leadership will not take Russia’s interests into consideration. Any attempt to discuss these interests causes a torrent of statements blaming Russia for “imperial politics”, “restoration of the USSR” and so on. We can argue about Germany and France being outright blackmailed by the Baltic states and Poland, the role of Washington etc., but the fact is that in its current configuration the EU and Russia cannot be “friends” (in the broad sense of the word). We can resume such discussions if a reconfiguration of the EU takes place and the Eastern European countries leave the EU.


Question: Payments/SWIFT


One of the purportedly heaviest weapons in the US/EU sanctions arsenal would be to cut Russia off from the SWIFT payments settlement system. Much has been made of efforts to create an internal system or to link with China’s system. What are the challenges facing Russia as it seeks to end its reliance on this particular Western system, and what is a realistic timeline for implementation?


Answer


This could have been implemented promptly, but the Central Bank has sabotaged all the efforts. As of today, nothing has been done, so we will have to return to this topic when the Central Bank has new leadership. The current leadership won’t do anything in this direction.



  • Geopolitics & Foreign Relations


Question: Russia and relations with BRICs/Emerging Markets


Russia has been very clear that in light of the West’s aggression that it would redouble its efforts to form an alternative geopolitical grouping, both among emerging markets generally and China specifically. Can you comment on:


Which countries (particularly among the BRICs) are likely to support Russia going forward?


China is probably the most critical relationship for Russia going forward – however given the often strained relationship between the two, many are skeptical of the ability to form a true partnership. Why is today different?


Russia has been actively seeking to expand its trade links with Emerging Markets generally and the BRIC nations specifically. Where do you see the best opportunities for Russia in terms of expanding trade links with these nations or even creating more formal/multinational trade structures? Along these lines, do other EM nations share Russia’s interest in potentially de-dollarizing global trade? Is there any chance Russia and/or others actually de-dollarize and, if so, what are the potential benefits and risks to Russia?


Emmanuel from Ames, Iowa. USA


Anand from India


NotSoFast from Luxembourg


Answer


I’ve already said something about it. All the questions above imply the preservation of the present Bretton Woods system and describe possible (or hardly possible, if not impossible) scenarios for developments in the world. However, according to our concept Russia and China won’t form a single alliance, they will be leaders of two different regional alliances – one is the more centralized (China) while the other more democratic. Today’s convergence between China and Russia is not due to the fact that they foresee their common future, but for the reason that they consider existing model unsustainable. The U.S. tries to describe the Russian and Chinese policies from the perspective of sustaining of the current order. This results in a fairly contradictory picture. Once seen from the right point of view, the picture becomes clear. By the way, according to this worldview the U.S. becomes a regional leader just like Russia and China or, let’s say, Brazil.


Question: Europe


Even if Russia turns towards Asia and the Emerging Markets, Europe will remain a critical part of Russian geopolitical strategy. In light of Europe’s current stance, is there anything Russia can do to improve relations (short of unacceptable concessions)? How does Russia manage around the virulently anti-Russian bloc led by Poland, the Baltics and (Western) Ukraine?


David Vienna, Austria


Corto Netherlands, Serb origin


123abc Germany


Answer


I’ve already explained that friendship between Russia and today’s European Union is impossible as long as the U.S. likes it, but this is just for a while, because as soon as safety considerations become the forefront concerns, the U.S. will most likely change its position. What happens to the current elites of the main anti-Russian countries seems to be interest to no one; they [elites] will have to go away, because they won’t be able to change their rhetoric, which will make it impossible for Russia to deal with them. For the time being Russia has nothing to talk about with the European Union for various reasons. The first one is rather obvious: trying to find a consensus whithin the framework of the European Union, the general position of this organization will always be strongly anti-Russian. The second one is that Brussels doesn’t have an independant position; it pursues the Washington’s policy. The third reason is that the current European Union has no future. We need to discuss this issue in detail. 


If we place the current European Union on the USSR’s timescale, it can be compared with the period of 1989-1990. The problems are the same. Certain rules were adopted in the context of certain historical, financial and economic situation, and then later codified. Today economic and historic conditions have changed, but it’s nearly impossible to amend legislative policies. Each specific issue might be settled, although it’s unclear when, but there are tens of thousands of those issues and the time is extremely limited. The only chance to accomplish something is to abolish all them at once or, in other words, to dissolve the European Union. It can be assembled again, but the re-assembling will be done according to new regulations. 


In particular, it can be said that Eastern Europe won’t be part of the “new” European Union. That’s for sure. It has no industry and thus presents no value. There was a political need to “tear them off” from the USSR/Russia and then feed them (to smooth the negative effect from renouncing socialism). Today’s youth doesn’t remember socialism, it means that it is okay to just dump those people and let them survive on their own. They are not of any interest. As we know from the European history of the nineteenth century, they will sink into extreme poverty. But, I repeat, those are their problems. 


Coming back to the original question… It’s foolish to make arrangements with the European Union in such environment. That’s why it’s necessary to build our own system of labour division without taking into account the interests of the European Union. If Russia has decided to start building import substitutions, it is simply needs to introduce counter sanctions to a relevant commodity group, since the EU and the U.S., by pursuing sanctions policy, have burried all the norms of the World Trade Organization.


Question: Russia


Given the lack of popular support domestically for the liberal/Atlantacist agenda, how do they continue to retain a power bloc within Russian politics? On the other hand, how do the Eurasian Sovereigntists envision ensuring economic growth, with so many autarkist/state capitalist models having shown severe weakness in recent years? What factor are Great Russian nationalists likely to play going forward, in particular the more radical/national socialist types?


Kermit Heartsong San Francisco Bay Area, Author, Ukraine:


ZBig's Grandchessboard & How The West Was Checkmated


Answer


First of all, these people (“liberals”) control a considerable part of Russia’s property; second, they are under the protection of the USA; and third, from the point of view of the political elite, they undertook important tasks such as making agreements with the world’s financial system, investments, and economic growth. Today it has become clear that there is no economic growth, there will be no investments, and the USA are not treating us as partners. It means that the “liberals” have lost the political support and will be forced out of the political arena. The main question is: how fast this process is going to be.


As for the USA, they have already realized that they did something wrong. The problem is that the Russian “liberal” team has emerged from the privatization that was a grand theft. Today in Russia the words “liberal” and a “thief” are synonyms. In this sense, for instance, a European court ruling on “Yukos” to exact $50 bln is a grave political mistake on the part of the West because everyone in Russia knows beyond doubt that “Yukos” was stolen. The people, who bought it, were fully aware that it was a stolen property and thus no one owes them anything. In other words, for the vast majority of the Russian public the court decision is the clear evidence that the only interest of the West in relation to Russia is to take away (to loot) the assets that belong to the people (the government). That is, the western elite, including its legal system, deliberately make decisions that favor “their own”, even though those people are professed thieves. This is a hard blow to the trust towards the USA and EU; the blow is even harder than the sanctions.


As far as the nationalists are concerned, there is a colossal difference among them. There are three large nationalist groups in Russia: Russian nationalists (in a way, they are similar to Ukrainian Galician nationalists, although, of course, they are more decent so far as methods and slogans are concerned); the national and religious nationalists (including Muslim nationalists in the ISIS style), and imperial nationalists (the ones who want to revive the great state and who don’t care about national differences among its citizens). The latter are divided into monarchists, communists and “neoliberal” capitalists who want to build a “true” capitalism that is independent of the west. 


It is impossible to understand who will win considering the complex processes that are going on in the country. Some of them can form local alliances, but they all have different objectives. That means that a separate set of relationships need to be build with each of these groups. At the same time, there is no point in counting on liberals, in spite of their current power – they have no electoral potential, they will at most receive 3-5 % of votes. They had illusions that a new generation would grow up not remembering the privatization. But the new generation faced the situation when all the “upward paths of vertical growth” are chock-full of children of those liberals and of “siloviki” (national security) they have raised. This is why it is inevitable that new political powers in Russia will be anti-liberal, or anti-West. “Navalnys” have no chance – they defend wrong positions. The West, if they want to have relations with Russia, has to become aware of this situation and correct it. Right now they don’t want to do that, which means that there are no positive prospects.