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giovedì 1 ottobre 2015

1.1.MONETA, RIVOLUZIONE E ACCELERAZIONE NELL’ANTI-EDIPO DI DELEUZE E GUATTARI - Capitolo I - Cuore di tenebra o locus classicus dell’accelerazionismo?

Moneta, rivoluzione e accelerazione nell'Anti-Edipo di Deleuze e Guattari



1.1. - Capitolo I - 


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Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski»


di Obsolete Capitalism


1.1. Cuore di tenebra o locus classicus dell’accelerazionismo?

Proseguiamo con questo saggio la nostra ricerca su una delle fonti primarie dell’accelerazionismo: l’intera parte finale del paragrafo La macchina capitalistica civilizzata (AE, 271-72). Le letture simultanee del saggio di Christian Kerslake Marxism and Money in Deleuze and Guattari’s Capitalism and Schizofrenia (Parrhesia, n. 22, 2015) e delle note di Matteo Pasquinelli Code Surplus Value and the Augmented Intellect (M.P. blog, 2014) ci hanno segnalato la persistenza di un nucleo di problemi riguardanti l’interpretazione di uno dei passi più significativi e cruciali dell’Anti-Edipo di Deleuze e Guattari. Il primo scopo del saggio sarà dunque la ricerca del significato più profondo dell’intero passo e il chiarimento della sua oscillazione tra le due polarità di moneta e rivoluzione. Il secondo scopo di questo saggio è la segnalazione di una conventio ad excludendum nei confronti di Friedrich Nietzsche da parte dell’accelerazionismo contemporaneo. Nel testo antologico «fondativo» dell’accelerazionismo, #Accelerate curato da Robin Mackay e Armen Avanessian (Urbanomic, 2014), fin dalle prime pagine notiamo un vuoto assordante, un silenzio rumoroso, una sanzione felpata nei confronti di Nietzsche. Nella scelta dei testi anticipatori del contesto accelerazionista, molto accurata, troviamo Marx, Butler, Fedorov e Veblen (#A, 8-11), ma nemmeno un testo dal Nietzsche post-Zarathustra, né dai Frammenti Postumi, né dal «cannoneggiamento» gemello di Al di là del bene e del male e di Genealogia della morale. Nella cronologia (#A, 3) inserita come memento significativo della progressione del pensiero sul tema accelerazione e macchina, tra il 1858 del Marx del Frammento sulle macchine e il 1970 di Firestone difetta proprio il 1887 del frammento «accelerazionista» di Nietzsche, I forti dell'avvenire. Uno degli obiettivi del presente testo è la giusta collocazione di Nietzsche e del suo pensiero all’interno dell’accelerazionismo e del pensiero di Deleuze e Guattari, in particolare nell’Anti-Edipo. Il filosofo di Röcken non ha forse parlato, in modo essenziale, di macchina totale, di solidarietà di tutte le ruote, di accelerare il processo? Si tratta, forse, di una peculiare difesa da parte degli estensori di #Accelerate, per non scorgere la tetraggine strisciante e la mostruosità sinistra che ci si para innanzi alla società moloch paventata da Nietzsche? Matteo Pasquinelli segnala in modo del tutto corretto l’epilogo di La macchina capitalistica civilizzata - noto come il passaggio della «via rivoluzionaria» oppure dell’«accelerare il processo» -  come il locus classicus dell’accelerazionismo per lo spessore che gli interrogativi di Deleuze e Guattari pongono; ma le risposte a quelle domande non sono ancora state individuate, e dunque rimangono sospese. Esse riguardano la strategia delle lotte rivoluzionarie, la vettorialità del capitalismo nichilista e le possibili vie d’uscita rispetto a una situazione politica, economica e sociale che segna la ruvida e deludente figura del cul de sac.
Riportiamo ora il testo oggetto della presente indagine:
"Solo dunque a livello di una teoria generalizzata dei flussi si può rispondere alla domanda: come si giunge a desiderare la potenza, ma anche la propria impotenza? Come un tal campo sociale ha potuto essere investito dal desiderio? E come il desiderio supera l'interesse oggettivo, quando si tratta di flussi da far scorrere o da tagliare! Certo, i marxisti ricordano che la formazione della moneta come rapporto specifico nel capitalismo dipende dal modo di produzione che fa dell'economia una economia monetaria. Rimane il fatto che il movimento oggettivo apparente del capitale, che non è per nulla un misconoscimento o un'illusione della coscienza, mostra che l'essenza stessa produttiva del capitalismo non può funzionare se non in questa forma necessariamente commerciale o monetaria che la governa, e i cui flussi e i rapporti reciproci contengono il segreto dell'investimento di desiderio. L'integrazione del desiderio avviene infatti a livello dei flussi, e dei flussi monetari, non a livello dell'ideologia. Quale soluzione allora? Quale via rivoluzionaria? La psicanalisi è di scarso aiuto, nei suoi rapporti più intimi col danaro, essa che registra, guardandosi bene dal riconoscerlo, tutto un sistema di dipendenze economico-monetarie nel cuore del desiderio di ogni soggetto che tratta, e che costituisce per suo conto una gigantesca impresa di assorbimento di plusvalore. Ma quale via rivoluzionaria, ce n'é forse una? Ritirarsi dal mercato mondiale come consiglia Samir Amin ai paesi del Terzo Mondo, in un curioso rinnovamento della «soluzione economica» fascista? Oppure andare in senso contrario? Cioè andare ancora più lontano nel movimento del mercato, della decodificazione e della deterritorializzazione? Forse, infatti, i flussi non sono ancora deterritorializzati, abbastanza decodificati, dal punto di vista di una teoria e di una pratica dei flussi ad alto tenore schizofrenico. Non ritirarsi dal processo, ma andare più lontano, «accelerare il processo», come diceva Nietzsche: in verità, su questo capitolo, non abbiamo ancora visto nulla." (AE, 271-72)


venerdì 29 novembre 2013

Blitzkrieg Time: On Maximum Acceleration Philosophy @ Berlin Alexanderplatz, 14.Dec.2013

ACCELERATIONISM
A symposium on tendencies in capitalism

14 December 2013, 10-20hr
Berlin Alexanderplatz
info@xlrt.org — www.xlrt.org
Contemporary capitalism is an object of high abstraction. The symposium is an invitation to discuss and disclose the anonymous and inner tendencies of capitalism, to study its monetary, algorithmic and energetic viscera. How can one grasp the living drives of financial markets and technological innovation? And more importantly: who really produces and controls those drives and how could any alternative political subject emerge without such a complex knowledge?
The recent debate on accelerationism and the philosophical scene of Speculative Realism just reminded of an old question posed by Deleuze and Guattari: Which is the real revolutionary path? To withdraw from the world market or, on the opposite, to go further and "accelerate the process", as Nietzsche already suggested long before the current Stillstand? For example today Germany finds itself in the eye of the storm: a mild social democracy at the center of Europe watching neoliberalism freely devastating the rest of the world.
There are multiple strategies of how to cross a stormy passage. In Ballard's first and prophetic novel The Drowned World (1962), an imbalance in solar radiation causes the polar ice caps to melt and global temperatures to rise, leaving cities submerged by tropical lagoons where flora and fauna restart their evolution. Human population migrates towards the polar circles. Rather than being disturbed, the protagonist is enraptured by the new nature that is replacing the old world and decides to move south towards the sun.
Though encaged within cognitive capitalism, we call for an epistemic acceleration. The symposium convenes to refresh the cartography of the keywords employed in the last centuries to describe economy and the political response to it: development, progress, growth, accumulation, peak, degrowth, revolution, speculation, entropy, singularity, sustainability and so on. Today it is time to anticipate and accelerate, for sure, time for anastrophism and not catastrophism.
Curated by Armen Avanessian (spekulative-poetik.de) and Matteo Pasquinelli (matteopasquinelli.org).
Sponsored by CRC 626 'Aesthetic Experience and the Dissolution of Artistic Limits', Free University Berlin.
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PRELIMINARY PROGRAM
Armen Avanessian and Matteo Pasquinelli
Introduction
Ray Brassier
'Wandering Abstraction'
Josephine Berry Slater
'Epistemic Panic and the Problem of Futurity'
Benjamin Noys
'Days of Phuture Past: Accelerationism and Time'
Elisabeth von Samsonow
'Electra's Oracle: An Analytical Account on Accelerationist Hyperstition'
Nick Srnicek
'Ten Theses on Technology and Capitalism'
Alex Williams
'Hegemony and Complexity'