We live in an information society in which data has become a commodity; we offer Data Mining from a Post-Marxist Perspective (We're sorry about the visual noise but we're in our Metal Box In Dub era).
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mercoledì 5 aprile 2017
mercoledì 22 marzo 2017
martedì 13 ottobre 2015
2.4. Il ritiro del nazionalismo di sinistra dal mercato mondiale - Parte XII - Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Rizosfera/Obsolete Capitalism Free Press, 2016)
Il ritiro del nazionalismo di sinistra dal mercato mondiale
2.4. - Parte XII
Tratto da «Moneta, rivoluzione e filosofia dell'avvenire. Nietzsche e la politica accelerazionista in Deleuze, Foucault, Guattari, Klossowski» (Rizosfera/OCFP, 2016)
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Ritirarsi dal mercato mondiale come consiglia Samir Amin ai paesi del Terzo Mondo, in un curioso rinnovamento della «soluzione economica» fascista? Oppure andare in senso contrario? Cioè andare ancora più lontano nel movimento del mercato, della decodificazione e della deterritorializzazione? Forse, infatti, i flussi non sono ancora deterritorializzati, abbastanza decodificati, dal punto di vista di una teoria e di una pratica dei flussi ad alto tenore schizofrenico (AE, 272).
Può raccogliere il vessillo rivoluzionario la Sinistra rappresentata da Samir Amin, cioè una sinistra «terzomondista», non allineata, anti-capitalista, dominata dal paradigma economico dell’autosufficienza? Questa posizione dell’isolamento «nazionalista» dell’economista marxista franco-egiziano Samir Amin, caratterizzata dal «ritiro dal mercato mondiale», ricorda a Deleuze e Guattari un altro «nazionalismo economico», quello fascista degli anni ‘20 e ‘30 del Novecento. Un’altra opzione rivoluzionaria è dunque scartata, anche se, val la pena sottolineare, questa scelta del «nazionalismo di sinistra» è stata una soluzione economica che ha conosciuto un rapido successo internazionale nel secondo ’900 sull’onda di una veloce de-colonizzazione del cosiddetto Terzo Mondo. A questo punto, dopo aver scartato le ipotesi precedenti, Deleuze e Guattari pongono una domanda paradossale: e se si prendesse in esame di “andare in senso contrario?” Questa domanda causa un doppio effetto. Il primo effetto è di «tagliare fuori» alcune delle ipotesi classiche dell’«umanesimo rivoluzionario» europeo. L’ipotesi marxista classica, ad esempio, si trova subito ad essere eliminata: i partiti tradizionali della sinistra europea, comunisti, socialisti, socialdemocratici, non sono presi in considerazione come legittima «opzione» rivoluzionaria. Per non parlare del sindacalismo rivoluzionario, del riformismo radicale e dello spontaneismo anarchico. Pure le nuove formazioni politiche post-68 non vengono prese in esame, le cosiddette «piccole chiese». Neppure la lotta armata, dura e pura, insomma neppure l’ipotesi dello scontro frontale «nichilista» con il sistema è perorato. La domanda “Oppure andare in senso contrario?” brucia tutto l’Olimpo della sinistra europea, vecchia e nuova. Ma allora qual’è il campo che si apre andando «in senso contrario» all’opzione rivoluzionaria della soluzione economica marxista-nazionalista? Verrebbe spontaneo pensare, per coerenza logica, all’esatto opposto del «nazionalismo marxista». Ovvero l’opzione rivoluzionaria planetaria, se si accettasse lo stesso «piano d’immanenza» - lo stesso campo da gioco - del capitalismo globalizzato, o per usare i termini di Deleuze e Guattari, del capitalismo decodificato e deterritorializzato dei flussi monetari. Domanda: esiste già una teoria marxista o rivoluzionaria che si apre a una dimensione planetaria antagonista al capitalismo? L’unica possibile, e storicamente riconosciuta, è quella dell’internazionalismo proletario di Lev Trockij. Guattari ha avuto simpatie trotzkiste negli anni ‘50; Deleuze non ne ha mai subito il fascino. L’opzione di «rivoluzione permanente» o della Quarta Internazionale è sempre rimasta marginale nello scenario comunista continentale, e gli stessi Deleuze e Guattari sono refrattari a qualsiasi nostalgia «sovietica», seppur riveduta e corretta. Vediamo cosa afferma Guattari in proposito:
“Ma nessuna tendenza rivoluzionaria ha saputo o voluto farsi carico del bisogno di un’organizzazione sovietica che avrebbe potuto permettere alle masse di assumere realmente la responsabilità dei loro interessi e del loro desiderio. Sono state messe in circolazione delle macchine, chiamate organizzazioni politiche, che funzionano sul modello elaborato da Dimitrov al VII congresso dell’Internazionale - alternanza di fronti popolari e di ritirate settarie - e che arrivano sempre allo stesso risultato repressivo. (...) Per la loro stessa assiomatica, queste macchine di massa si rifiutano di liberare l’energia rivoluzionaria. E’ una politica subdola paragonabile a quella del Presidente della Repubblica o dei preti, ma con la bandiera rossa in mano” (ID, 341-42). Quali chance può mai avere un turbo-trotzkismo nei confronti della «macchina capitalistica civilizzata»? Poi, sul versante politico rivoluzionario, Bronstejn non si è macchiato della repressione sanguinosa di Kronstadt e di altre efferatezze? Se azzeriamo il dato politico e prendiamo in esame il lato economico espresso dall’andare in senso contrario, può esistere una forza o una teoria economica alternativa al capitalismo che abbia la stessa «tensione» planetaria e la stessa volontà di potenza? Né la teoria neo-marxista di Suzanne de Brunhoff, né la teoria quantistica dei flussi di Bernard Schmitt - cioè le due riflessioni economiche analizzate nel paragrafo della Macchina capitalistica civilizzata - hanno questa forza e questa sistematicità; né la possiedono altre teorie come, ad esempio, quella riformista keynesiana. Dall’indagine esperita sulle ipotetiche opzioni rivoluzionarie ricaviamo dall’Anti-Edipo che nessuna risposta convincente è all’orizzonte della macchina analitica. Se dunque togliamo dal novero delle possibilità rivoluzionarie queste opzioni «storiche» quale rimane il «senso contrario» alla soluzione economica nazionalista marxista? Qui si apre il fondo speculativo del senso più profondo del passaggio «accelerazionista», ovvero il secondo effetto della domanda dell’andare in «senso contrario». Parrebbe a questo punto che, a costo di essere fraintesi, Deleuze e Guattari facciano balenare l’idea di «affiancare», da parte delle forze rivoluzionarie, l’economia di mercato nel movimento della «decodificazione» e della «deterritorializzazione». A quale scopo, si sono chiesti tutti gli studiosi e, in particolare, gli accelerazionisti? Che cosa possono condividere le forze della rivoluzione, antagoniste all’economia di mercato, con le forze del capitale? Quale strana alleanza si profilerebbe se si passasse in modo perentorio dal «ritiro dal mercato mondiale» alla coalizione pro-liberismo scatenato? Poi, che cosa sarebbe questa strana «teoria e pratica dei flussi ad alto tenore schizofrenico» che dovrebbe liberare ulteriormente le flussioni del mercato? E quali flussi liberare in particolare? Deleuze e Guattari, intendevano veramente questo esito «compromissorio» al proprio interrogarsi sulla rivoluzione del futuro?
sabato 12 settembre 2015
A Thousand Marxes: Ritornelli, marxismo non lineare e marxismo speculativo - Parte XIII - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)
A Thousand Marxes: Ritornelli, marxismo non lineare e marxismo speculativo
di Obsolete Capitalism
Ma di quale Marx stiamo parlando? Perché l'universo politico e intellettuale che fa riferimento a Marx è caleidoscopico, e anche all'interno della cosiddetta Marx Renaissance le posizioni sono quantomai variegate. Il Marx qui richiamato è l'estensore dei Grundrisse e del Capitale, quindi il Marx della maturità speculativa: il testo più citato dai vari saggisti è il celebre 'Frammento sulle macchine', che viene inserito come passaggio obbligato in ogni intervento del libro (ad eccezione del saggio di Mercedes Bunz) quasi fosse un Ritornello che si articola nel testo, saggio dopo saggio. Si tratta di un Marx quasi oracolare, di un fanta-Marx che viene evocato a suggello della genealogia del pensiero accelerazionista. 'È Marx, insieme a Land, a rimanere il pensatore accelerazionista paradigmatico' (Williams e Srnicek, Manifesto, 2013). Avanessian e McKay, d’altro canto, aprono il loro 'Accelerate' con la cronistoria del pensiero accelerazionista, iniziando con il genetico 1858 marxiano, e il passo sul potere alieno della macchina - The machine as an alien power - tratto sempre dal citato 'Fragment on Machines' del Grundrisse. Nell'antologia curata da Pasquinelli, uno degli autori di punta è Nick Dyer-Witheford, autore del fondamentale 'Cyber-Marx' (1999). Insomma, si tratta di un Marx non lineare, in bilico tra steam e cyberpunk, letto con gli occhiali deleuziani del plusvalore macchinico, più vicino, forse, a William Gibson che a Friedrich Engels. Se Pasquinelli evoca a ragione un neo-marxismo speculativo, e se noi lo intendiamo in modo corretto come sottrazione dell’intero pensiero marxiano alla pretesa dell’ortodossia di ogni tempo e latitudine di suffragarlo come filosofia vera e come ‘pensiero scientifico capace di affermarsi come ‘altro dalle ideologie’, allora i nemici dell’accelerazionismo marxista all’interno del movimento comunista avranno gioco facile nel bollare tali posizioni come una degradazione del marxismo stesso. Si veda ad esempio la posizione storica del Lukàcs maturo che si scagliò contro ‘la degradazione del marxismo a pensiero speculativo’ (Perlini, 1968); ovvero per i marxisti ortodossi una contraddizione in termini. Aggrappandosi alle schegge del marxismo esplose e scagliate in aria dal collasso del marxismo come ideologia di stato, gli autori de 'Gli algoritmi del capitale’ propongono invece una nuova episteme. Pasquinelli afferma nelle sue tesi che ‘non c’è alcuna classe originale per la quale provare nostalgia’, intendendo per ‘classe’ la classe operaia, per la quale perora un divenire postumano. Si tratta di frammenti di comunismo, appunto, tra Marx, Dick e Nexus-6: Does working class dream of electric sheep? ( segue QUI )
(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)
Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.
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venerdì 11 settembre 2015
:: Dromology Archive 6 :: La macchina del tempo socialista: Red London e topologia marxista - Parte XII - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)
:: Dromology Archive 6 ::
La macchina del tempo socialista:
Red London e topologia marxista
Di Obsolete Capitalism
( scarica o leggi qui il file completo del saggio/recensione: Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra Mach e al Khwarizmi )
( scarica o leggi qui il file completo del saggio/recensione: Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra Mach e al Khwarizmi )
Londra, estate 2015. Scorriamo ‘The London Bookshop Map - 104 independent bookshops’ per cercare una libreria specializzata in editoria comunista e accelerazionista. La scelta ricade su Bookmarks, 1 Bloomsbury Street, che si autodefinisce ‘a socialist bookshop’, una libreria socialista. Si tratta di una nota libreria che rappresenta un nodo-snodo importante - essendo anche una blasonata casa editrice militante della ‘Londra rossa’ - sull’asse del pensiero radicale e antagonista londinese. Si trova a due passi, a nord, dall’University College dove svolge il proprio dottorato di ricerca Nick Srnicek, in quella Bloomsbury che accolse, a metà Ottocento, il peregrinare epistemico di Karl Marx, nelle immediate adiacenze del British Museum, e nella prima metà del Novecento, la bohème del Bloomsbury Group di Keynes, Woolf e Forster, mentre nella nostra contemporaneità si trova pericolosamente vicina a quel bastione del turbo capitalismo, e nemico di classe, che è la London School of Economics. I libri di e su Marx la fanno da padrone, insieme a testi che rievocano le lotte operaie, con particolare attenzione alla lotta dei minatori inglesi degli anni ‘80, il sindacalismo, la rivoluzione russa. A corollario, testi su Trotsky, Luxemburg, rivoluzione cubana, Chavez, anti-fascismo, anti-nazismo, anti-razzismo. Nulla che non sia presente in qualsiasi libreria militante socialista e comunista anglosassone, o europea, e che qui in Italia potremmo trovare, con lievi variazioni peninsulari, negli stand del Manifesto o di Rifondazione Comunista. Così la nostra richiesta di testi cyber-marxisti e di pensiero astratto comunista si limita - da parte del simpatico staff - al ritrovamento di un unico testo di Nick Dyer-Witheford (Cyber-proletariat), il che la dice lunga sulla portata e sull'impatto dell’accelerazionismo marxista sul corpo massiccio e granitico del marxismo classico e del comunismo ortodosso. In effetti, ci troviamo fuori posto, come se fossimo dislocati temporalmente in un altro spazio politico-filosofico. A noi, pare di essere all'interno di uno stagionato museo di storia socialista, a loro appariamo alieni, o al meglio, vincitori del premio ‘customer of the day’, per bizzarria e insipienza.
(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)
Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.
domenica 6 settembre 2015
Futuri futuribili: il collasso del capitale - Parte VII - Recensione del libro Gli Algoritmi del capitale (curato da Matteo Pasquinelli)
Futuri futuribili: il collasso del capitale
di Obsolete Capitalism
( scarica o leggi qui il file completo del saggio/recensione: Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra Mach e al Khwarizmi )
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Se il capitalismo crolla, come arrestare la corsa impazzita della ‘macchina immensa’? Vediamo a questo proposito cosa affermano Deleuze e Guattari nel celebre passo dell’Anti-Edipo (1972) riguardo le modalità di contrasto alla trionfante società capitalista: “Quale soluzione? Quale patto rivoluzionario? (...) Ritirarsi dal mercato mondiale? (...) Oppure andare in senso contrario? (...) Non ritirarsi dal processo, ma andare più lontano, “accelerare il processo”, come diceva Nietzsche: in verità, su questo capitolo, non abbiamo ancora visto nulla.” Pasquinelli e gli accelerazionisti sono gli investigatori filosofici che, letteralmente, vogliono andare piú lontano, andando a «vedere» - cioè a pensare - i «flussi scatenati» come si comporterebbero una volta liberati dalla coazione al guadagno, dalla logica del profitto, dall’allocazione esclusivamente reddituale. “L’assiomatica delle società moderne è presa tra due poli, e non cessa di oscillare da uno all’altro. (...) [Le società moderne] sono prese tra due direzioni: arcaismo e futurismo, neoarcaismo e ex futurismo, paranoia e schizofrenia”. Oppure, per parlare come Srnicek e Williams, la scelta è tra post-capitalismo globalizzato o lenta frammentazione verso il primitivismo. Gli autori di Algoritmi del Capitale la risposta al quesito vettoriale dei due filosofi post-strutturalisti, l’hanno già identificata: il capitalismo non è distruzione creativa bensì distruzione distruttiva. Gli accelerazionisti, dunque, hanno scelto l'opzione militante di ‘andare in senso contrario’: accelerare il processo secondo le sue linee di decodificazione e deterritorializzazione - anche se le posizioni individuali dei singoli filosofi che si richiamano all’accelerazionismo possono variare ed esprimere differenti sfumature a riguardo - affinché il capitalismo collassi in quanto la sua natura intimamente distruttiva prima o poi ne causerà l’auto-consunzione. Difatti siamo già ad un passo dal cataclisma disgregante, vedi il collasso del sistema climatico del pianeta e la crisi del paradigma economico finanziario dominante; per Srnicek e Williams intorno a noi si è sviluppato un ‘panorama di apocalissi' che l’attuale politica non è più in grado di governare. Il metabolismo parossistico del capitale, che coniuga una continua crescita ad una turbinosa evoluzione tecnologica, è giunto al capolinea. Il collasso è imminente. Oppure, per utilizzare la terminologia cara a Prigogine, l’entropia del sistema della vasta macchina è giunta ai massimi livelli; siamo prossimi al firewall. Il pianeta necessita di una differente accelerazione «navigazionale» che dischiuda nuovi orizzonti di possibilità. Ovvero, secondo Williams e Srnicek, un’altro progetto politico, alternativo all'economia di mercato, si deve far carico delle linee di decodificazione e deterritorializzazione del sistema. Bisogna, con urgenza, separare due distinte traiettorie: quella del sistema capitalistico e quella dell’evoluzione tecnico-scientifica.
( segue QUI )
(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)
Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.
mercoledì 2 settembre 2015
Obsolete Capitalism: Futuri futuribili e relativa inadeguatezza del senso politico comune dei movimenti di sinistra - Parte III - Recensione del libro Gli Algoritmi del capitale (curato da Matteo Pasquinelli)
Futuri futuribili: Inadeguatezza del senso politico comune dei movimenti di sinistra
( Parte III - tratto da Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach )
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( Parte III - tratto da Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach )
( scarica o leggi qui il file completo del saggio/recensione: Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra Mach e al Khwarizmi )
Pasquinelli e gli estensori del Manifesto per una politica accelerazionista, Alex Williams e Nick Srnicek, hanno un primario obiettivo politico, salutare per tutti. Riappropriarsi del futuro, o per meglio precisare, dell’elaborazione di una nuova idea del futuro che non combaci né con l’idea del futuro perpetrata dall’attuale situazione politica - l’austerity in primis, con il correlato mantra della crisi permanente dell’ordine politico, sociale ed economico delle società occidentali - né con le predominanti visioni alternative proposte dalle forze di sinistra, siano esse moderate o radicali. Infatti, tra i tanti futuri futuribili, un discorso a parte merita il futuro della sinistra. Buona parte delle visioni di chi critica da sinistra l’attuale involuto ordine politico mantiene nel proprio DNA politico due ‘elementi caratterizzanti’ che l’accelerazionismo attacca con vis polemica: la tecnofobia e la folk politics. Per folk politics Williams e Srnicek intendono, in particolare, ‘il senso politico comune dei movimenti di sinistra, così come si è costruito storicamente e collettivamente' (Srnicek, Folk Politics and the Future of the Left, 2014), ovvero le lotte ‘residuali’ del localismo fondato su quell’anti-capitalismo orizzontale che parte dalle ‘decrescite felici' - una posizione intellettuale che in Occidente é ben espressa da Serge Latouche e Mauro Bonaiuti - per arrivare ai movimenti eco-anarco-antimodernisti alla No-Tav, passando per il sindacalismo vetusto, marxista e non, che rasenta il neo-corporativismo o che opera su cartografie eminentemente localistiche. La critica accelerazionista non è basata su una contrapposizione frontale, o su un atteggiamento di rigetto, di queste forze, ma sull’idea del tutto fondata che, per ricostituire una nuova prospettiva socialista vincente, sia necessario cambiare drasticamente strategia. E’ la forma di resistenza e di lotta che va cambiata. E’ necessario sfidare lo Stato-Mondo sul suo stesso campo d'azione, cioè globalmente, evitando però gli errori che si sono compiuti su quell’asse di lotte, da Genova 2001 in poi, logica dello scontro frontale con il «mondialismo». Il problema contingente e prospettico della lotta politica era ed è un problema di scala. ( segue QUI )
(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)
Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.