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lunedì 21 settembre 2015

:: Dromology Archive 11 :: Il silenzio alle sette di sera di Leibniz- Outro/Final Cut: Calculemus! - Parte XXII - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)

:: Dromology Archive 11 ::

Il silenzio alle sette di sera di Leibniz


"Per ritornare all'espressione dei pensieri per mezzo di caratteri, sento che le controversie non finirebbero mai e che non si potrebbe mai imporre il silenzio alle sette, se non ci riportassimo dai ragionamenti complicati ai calcoli semplici, dai vocaboli di significato vago ed incerto ai caratteri determinati ... Una volta fatto ciò, quando sorgeranno controversie, non ci sarà maggior bisogno di discussione tra due filosofi di quanto ce ne sia tra
due calcolatori. Sarà sufficiente, infatti, che essi prendano la penna in mano, si siedano a tavolino, e si dicano reciprocamente (
chiamato, se loro piace, un amico): calculemus. 
(Leibniz, Scritti di logica, [1689] 1962) pag. 237)


Final Cut: Calculemus!
Vorremmo terminare questa recensione con una felice immagine tratta dagli Scritti di Logica di Leibniz. Nella vexata quaestio, l'ultima parola, paradossalmente, spetta al numero e all'azione di maggiore aderenza alla realtà, il calcolo. Attualizzando la scena ai giorni nostri, a questo tavolo virtuale, in una sequenza temporale 'scardinata', anacronica, vorremmo convocati e seduti un numero maggiore di amici della Sapienza. Oltre allo stesso Leibniz, convocheremmo Marx, nonché Deleuze e Bogdanov, e di certo Mach e al Khwarizmi. A ognuno di loro sarebbe assegnato un pocket calculator in grado di «lavorare» a tempo esponenziale. E, come arbiter imparziali, tutti gli autori dell'antologia 'Gli algoritmi del capitale'. E che Pasquinelli, maestro di cerimonie, al cospetto di tale camerata, e per dirimere le insorgenti controversie, con gesto lucido e sguardo febbricitante, affermasse perentorio, in piedi: Et nunc calculemos!

(fine)

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

sabato 19 settembre 2015

:: Dromology Archive 10 :: Il futuro del comunismo è Marx oppure Mach? - Parte XX - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)

 

:: Dromology Archive 10 :: Il futuro del comunismo è Marx oppure Mach?




La domanda paradossale e retorica è la seguente: e se il futuro del comunismo, inteso come nucleo etico-riformatore della nostra società, fosse il pensiero di Mach e non più il materialismo dialettico engelo-marxista propugnato abrasivamente dal suo dogmatico divulgatore, cioè Lenin? E, dunque, se il futuro della critica al plusvalore algoritmico risiedesse nel passato, o almeno nella riconsiderazione critica delle fondamenta speculative del socialismo? Queste domande sono meno aliene di quanto sembrino in prima battuta, se consideriamo che Lenin diede alle stampe nel 1909 il libro Materialismo e Empiriocriticismo. Si tratta di un pamphlet che, nella peggiore tradizione comunista, fu usato come strumento per colpire un bersaglio politico, anzichè essere un libro teoretico polemico verso una filosofia materialista antagonista. L'obiettivo principale di Lenin - il testo era fomentato e suggerito da Plechanov, marxista ortodosso nonché allievo di Engels - era denigrare e distruggere intellettualmente Alexander Bogdanov, filosofo e scienziato, nonché leader principale dei bolscevichi russi dopo la rivoluzione fallita del 1905, sostenitore di un materialismo fortemente debitore del pensiero dello scienziato e fisico austriaco Ernst Mach, il teorico e studioso, tra le altre cose, della velocità di propagazione di un suono nell’aria e nei fluidi. Lenin bollò le teorie ‘empiriocriticiste’ di essere reazionarie, e per la nota proprietà transitiva dell’insulto, il marxista-machista Bogdanov, si ritrovò ad essere etichettato come la quintessenza incarnata del reazionario. E pensare che l’ala bogdanovista del partito era quella più a sinistra... In un recente libro di McKenzie-Wark, Molecular Red (Verso, 2015) - un’opera che non stentiamo a definire ‘superba’ - l’intellettuale newyorchese ricostruisce minuziosamente proprio il rapporto Lenin - Bogdanov alla luce della loro controversia politica-economica-filosofica del 1908-1909. I metodi leninisti, tristemente famosi in tutti i loro aspetti teorici, organizzativi e storici, hanno poi contribuito massivamente alla tragedia del ‘socialismo reale’ e a minare per sempre l’occasione storica di un potere rivoluzionario sovietico, meno militarizzato e totalitario. Del leninismo non rimangono che rovine; ora non rimane che salvare Mach e Bogdanov, oltre a ciò che resta di Marx. E Molecular Red è necessario   perché ripropone e contestualizza sul palconoscenico mondiale delle idee, e dunque della politica, proprio la figura e la statura intellettuale di Bogdanov, di Platonov e del Proletkult. ( segue QUI )

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

martedì 15 settembre 2015

:: Dromology Archive 8 :: Robo-Trading Era, Algoritmi ad alta frequenza e il balenìo dello Schianto - Parte XVI - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)

:: Dromology Archive 8 ::
Robo-Trading Era, Algoritmi ad alta frequenza e il balenìo dello Schianto


Più di 5.000 operazioni al secondo. Per valori operativi totali, di un singolo operatore, superiori a 500 milioni di dollari; e tutto ciò per posizioni che in ogni caso vengono chiuse in giornata. A tanto arrivano gli HFT, i trader ad alta frequenza – definiti anche come algorithmic trader – che si sono sviluppati come una nuova forma ‘tossica’ o ‘endemica’ nel mondo della finanza mondiale, a partire dal biennio 2009-2010. Tale forma di trading schizofrenico ha assunto dimensioni preoccupanti: alcuni mercati maturi e altamente competitivi, come le piazze americane, londinesi e tedesche, vedono gli HFT produrre circa 1/3 delle operazioni giornaliere. A fronte di una tale mole di operazioni, mostruose per numero di ordini e valore totale di importi, le autorità che supervisionano i mercati sono corse ai ripari, cercando di limitare, sempre in ottica neo-liberale e pro-finanza, l’utilizzo di tali strumenti attraverso protocolli e linee guida imposti ai vari operatori di mercati. Ad oggi, dato che l’informatica regna sovrana sui mercati finanziari, ancora non è possibile distinguere tra trading algoritmico a bassa velocità e trading ad alta frequenza, dato che gli ultimi potrebbero simulare i primi, per sfuggire alle funzionalità tecniche predisposte dalle autorità di vigilanza.

Ma come opera la ‘bestia silenziosa e fulminea’? Le aziende HFT lavorano in mercati a fortissima accelerazione, attraverso strumenti estremamente sofisticati, algoritmi creati ad hoc che girano su software e hardware evoluti. Qui il vantaggio competitivo è dato in primis dalla velocità, sia d’esecuzione – spesso in frazioni di secondo – sia d’evoluzione, cioè i prodotti utilizzati per l’algo/HFT trading devono essere costantemente aggiornati per essere dinamici e flessibili. Questo tipo di operatività ha necessità, in prima battuta, di mercati liquidi, cioè mercati che possono ‘sopportare’ per quantità e qualità tale produttività; poi, in seconda battuta, nell’endogena latenza d’arbitraggi, ovvero l'algorithmic trader ‘lavora’ sullo spread che si forma ogni qualvolta su un singolo titolo, nel confronto tra bid/ask – domanda e offerta. In ogni caso, gli squilibri sistemici di tale dromotecnica è palese e già si è verificata nel «Flash Crash» del 6 maggio 2010 quando il NYSE perse il 10% del proprio valore in soli 36 minuti, generato da ordini di vendita massivi su un future Procter & Gamble, quotato nel mercato dei future a Chicago. Il titolo P&G sul NYSE crollò del 37% in un battibaleno, per contagio automatico del panico, da Chicago a New York. Qui gli HFT giocarono un ruolo fondamentale per allargare il crollo istantaneo su tutto il listino azionario del NYSE. Uno scenario tipico dell’accidente viriliano: a nuova tecnica, corrisponde un incidente amplificato dalle caratteristiche intrinseche della tecnica stessa. Gli schianti fulminei intraday dei mercati finanziari - i Flash Crash - stanno al trading ad alta frequenza, tanto quanto i crolli giornalieri o ciclici stanno al trading informatico a bassa velocità. Solamente 5 anni dopo il terribile e repentino schianto, il 21 aprile 2015, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha incriminato con 22 capi d’accusa un anglo-punjabi, il signor Navinder Singh Sarao, un algorithmic trader di base nella multietnica Londra Ovest che, dalla casa dei genitori, immise il 6 maggio 2010 la pioggia mostruosa di ordini sul mercato dei future di Chicago. Migliaia di ordini di vendita, per un totale di oltre 200 milioni di dollari su un singolo future P&G. Gli ordini di vendita subirono oltre 19.000 modifiche o sostituzioni nell’arco di pochi e frenetici minuti, prima di venir cancellati del tutto da Singh stesso. Ma il collasso per contagio tra titoli e tra mercati diversi ma iperconnessi, amplificati dagli altri HFT, causarono danni per miliardi di dollari e dimostrarono la fragilità sistemica della finanza mondiale. Non si tratta più della ‘mano invisibile’ del mercato, come scrisse Adam Smith oltre 200 anni orsono, ma della ben più prosaica voracità schizo di mercati altamente localizzati e specializzati che lavorano su squilibri sistemici mitigati da circuit breakers automatizzati. Accelerazione e Collasso in una mortale catena di anelli stridenti che si compenetrano…

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

domenica 13 settembre 2015

:: Dromology Archive 7 :: La nascita del Robo Sapiens: automazione e crisi del taylorismo - Parte XIV - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)

:: Dromology Archive 7 ::
La nascita del Robo Sapiens: automazione e crisi del taylorismo


Nel 1961 la General Motors impiantò il primo robot industriale, Unimate, nella catena di montaggio del proprio impianto a Ewing Township, New Jersey, Usa. Brevettato nel 1954 da George Devol e Joe Engelberger, la macchina fu perfezionata da quell'anno fino al suo ingresso in fabbrica, agli albori dei Sixties. Iniziò in questo modo la terza rivoluzione industriale che di lì a pochi decenni avrebbe ridefinito tutto il sistema di produzione del settore manifatturiero. Il primo ‘robo sapiens’ installato sulla linea d’assemblaggio risulterebbe oggi, ai nostri occhi, particolarmente goffo, nella sua dimensione estetica: fornito di un solo braccio meccanico che poteva spostare fino a due tonnellate di metallo rovente per poi saldarlo sulla carrozzeria dell’automobile, poggiava su una scatola di metallo, governata a sua volta da un computer anch'esso inserito in una scatola quadrata da cui silenziosamente guidava il braccio meccanizzato. Altrettanto silenziosamente i robot industriali hanno sostituito i lavoratori umani. Anche nel nostro immaginario collettivo, gli schiavi alienati in tuta blu, così empaticamente descritti da Fritz Lang in Metropolis (1927), sono ora sostituiti dalle tenui fogge cyber-metallizzate dei robots saffici di Chris Cunningham (1999). Dal lavoratore umano accanto alla macchina, preso nel concatenamento brutale ottocentesco del processo industriale uomo-macchina, si passa a macchine adiacenti ad altre macchine nel secondo Novecento, in processi algoritmici di automazione tra robot.

Nel 1982 il Giappone produceva già 24.000 robot industriali all’anno. La Cina, nel 2014, ne ha prodotti 40.000: possono sembrare pochi, ma sono il doppio di quanto ne ha prodotti nel 2011 e quasi il triplo di quanti ne ha prodotti nel 2010. Nel 2014, in tutto il mondo, sono stati venduti oltre 228.000 robot. Quest’anno i Robo Sapiens impiegati nelle linee di produzione dell’industria mondiale sono oltre 1,5 milioni: si tratta di prodotti generati da una sintesi raffinata di meccanica, elettronica, matematica e software. Si è già innescata, però, una seconda rivoluzione nella robotica: il futuro dell’automazione saranno i ‘service robots’ utilizzabili non più nell’industria ma nei servizi e nella domotronica residenziale. Sarà la prossima sfida del futuro. Algoritmi fruscianti, soluzioni automatizzate e lavoratori meccanici: che ne direbbe il Marx del ‘frammento delle macchine’? Come si può sfidare la ‘vasta potenza inumana’ ingegnerizzata dal capitale?

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

venerdì 11 settembre 2015

:: Dromology Archive 6 :: La macchina del tempo socialista: Red London e topologia marxista - Parte XII - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)

:: Dromology Archive 6 ::
            La macchina del tempo socialista: 
Red London e topologia marxista



Londra, estate 2015. Scorriamo ‘The London Bookshop Map - 104 independent bookshops’ per cercare una libreria specializzata in editoria comunista e accelerazionista. La scelta ricade su Bookmarks, 1 Bloomsbury Street, che si autodefinisce ‘a socialist bookshop’, una libreria socialista. Si tratta di una nota libreria che rappresenta un nodo-snodo importante - essendo anche una blasonata casa editrice militante della ‘Londra rossa’ - sull’asse del pensiero radicale e antagonista londinese. Si trova a due passi, a nord, dall’University College dove svolge il proprio dottorato di ricerca Nick Srnicek, in quella Bloomsbury che accolse, a metà Ottocento, il peregrinare epistemico di Karl Marx, nelle immediate adiacenze del British Museum, e nella prima metà del Novecento, la bohème del Bloomsbury Group di Keynes, Woolf e Forster, mentre nella nostra contemporaneità si trova pericolosamente vicina a quel bastione del turbo capitalismo, e nemico di classe, che è la London School of Economics. I libri di e su Marx la fanno da padrone, insieme a testi che rievocano le lotte operaie, con particolare attenzione alla lotta dei minatori inglesi degli anni ‘80, il sindacalismo, la rivoluzione russa. A corollario, testi su Trotsky, Luxemburg, rivoluzione cubana, Chavez, anti-fascismo, anti-nazismo, anti-razzismo. Nulla che non sia presente in qualsiasi libreria militante socialista e comunista anglosassone, o europea, e che qui in Italia potremmo trovare, con lievi variazioni peninsulari, negli stand del Manifesto o di Rifondazione Comunista. Così la nostra richiesta di testi cyber-marxisti e di pensiero astratto comunista si limita - da parte del simpatico staff - al ritrovamento di un unico testo di Nick Dyer-Witheford (Cyber-proletariat), il che la dice lunga sulla portata e sull'impatto dell’accelerazionismo marxista sul corpo massiccio e granitico del marxismo classico e del comunismo ortodosso. In effetti, ci troviamo fuori posto, come se fossimo dislocati temporalmente in un altro spazio politico-filosofico. A noi, pare di essere all'interno di uno stagionato museo di storia socialista, a loro appariamo alieni, o al meglio, vincitori del premio ‘customer of the day’, per bizzarria e insipienza.

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

mercoledì 9 settembre 2015

:: Dromology Archive 5 :: Onda d’urto e boom sonico - Parte X - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)


:: Dromology Archive 5 :: Onda d’urto e boom sonico



Nel 1864 il fisico tedesco August Töpler fu il primo scienziato a visualizzare le onde d’urto. Le shock waves sono onde acustiche di vera e propria energia fisica, che si propagano nello spazio tridimensionale e si generano quando la materia viene sottoposta a rapidissima compressione. Quando gli aerei supersonici si proiettano a velocità superiori a quelle del suono (1.237,68 km/h _ Mach 1), le onde d’urto generano a loro volta un suono che è prodotto dal cosiddetto ‘cono di Mach’. Il boato sonico è dunque un’unica onda d’urto che si muove alla velocità critica di >Mach 1: il singolo osservatore non è raggiunto dal boato assordante finché l’onda d’urto non attraversa la sua posizione. La potenza dell’onda d’urto è determinata dalla quantità d’aria che viene accelerata e dalla dimensione e forma del velivolo. La percezione del doppio boato sonico (perché in effetti si tratta di due boom sonici determinati in rapida successione da compressione e rilascio di pressione) dipende dalla distanza tra singolo osservatore e aereo che produce l’infrangersi della barriera del suono. Il primo velivolo a superare il muro del suono, Mach 1, con volo livellato, fu l’aereo-razzo Bell XS-1 guidato dall’aviatore statunitense Charles Yeager il 14 ottobre 1947. Ma già nel 1953 un’altro aviatore americano, Albert Scott Crossfield, volava a velocità oltre Mach 2. Il 7 marzo 2004 l’aereo ipersonico Boeing X-43A raggiunse i 6,83 Mach. L’apoteosi fu però raggiunta più tardi, quando il 16 novembre 2004, lo stesso dimostratore tecnologico raggiunse quasi Mach 10 (M9,68 ad un’altezza di 34.000 metri). All’interno del progetto militare segreto Hyper-X dell’esercito statunitense, il velivolo sperimentale Boeing X-43D è pensato per raggiungere velocità Mach 15. È con ammirazione che pensiamo al primo aereovolo, realizzato il 17 dicembre 1903 con il Wright Flyer dai fratelli statunitensi Wright: motore con potenza di 12 CV e velocità raggiunta di 48 km/h…. ( segue QUI )


(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

lunedì 7 settembre 2015

:: Dromology Archive 4 :: Il Secolo accelerazionista per eccellenza: il Cinquecento Rinascimentale - Parte VIII - Recensione del libro "Gli algoritmi del capitale" (curato da Matteo Pasquinelli)


:: Dromology Archive 4 :: Il Secolo accelerazionista per eccellenza: il Cinquecento Rinascimentale


Tommaso Campanella nel 1602 diede alle stampe il celebre libro utopico La città del sole. Al suo interno si legge questa significativa frase:


V’è più historia in cent’anni che non ebbe il mondo in quattromila; e più libri si fecero in questi cento che in cinquemila; e l’invenzioni stupende della calamita e stampe ed archibugi, gran segni dell’unione del mondo…”.


Non c’è ombra di dubbio che tra il Quattrocento e il Seicento si siano sviluppati in Europa un numero enorme di processi tecnici, scientifici e sapienziali che intrecciati in una progressione continua abbiano fatto balenare, per la prima volta nell’umanità, il sogno di un «Tutto comune», cioè quella «Unione del Mondo» che Campanella coglieva nei «gran segni» delle scoperte del Cinquecento: la calamita, dunque, la Scienza, le stampe, dunque, il Sapere, l’archibugio, dunque, la Guerra. Ma lo scritto del filosofo italiano mette in evidenza alcuni temi su cui varrebbe la pena soffermarsi: il rapporto tra pensiero utopico-politico e scoperte scientifiche, tra rivoluzione psico-mentale e rivoluzione «meccanica», tra organizzazione del mondo a venire e organizzazione sociale contingente. La prossimità magistralmente evocata da Campanella tra «Unione del Mondo», progresso tecno-scientifico e compressione temporale secolare, sollecita le seguenti riflessioni: 1) non esiste accelerazione assoluta e ogni epoca sviluppa la propria accelerazione; 2) nel campo di forze secolarizzato si forma solo il convergere caotico di un fascio di tendenze accelerate che s’intrecciano ad altre medie velocità ambientali; 3) nel processo accelerato delle forze materiali - a cui dobbiamo sottrarre qualsiasi ipotesi ciclica e lineare - ogni resistenza 'negativa' viene espulsa dal movimento stesso di progressione, in quanto esso stesso dotato di un potere centrifugo che espelle tutto ciò che rimane di inorganico. A seguito di queste ipotesi, si dovrebbe distinguere tra accelerazioni relative e assolute, accelerazioni intragenerazionali e intergenerazionali, tra velocità medie di lunga durata e brusche accelerazioni di momenti contingenti, di elementi organici e inorganici di una accelerazione. Oppure potremmo ipotizzare, in un radicale cambio di prospettiva tecno-politica, la distinzione tra forze catecontiche e spinte rivoluzionarie. Si dovrebbero analizzare periodi storici, archelogie dei saperi, cartografie dei poteri, virtualità future con le Fisiche e le Meccaniche appropriate. È giunto il momento in cui politica e filosofia, fisica e cibernetica affinino una nuova visione congiunta e stringano una nuova alleanza. ( segue QUI )

(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)



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