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sabato 5 settembre 2015

:: Dromology Archive 3 :: accelerazioni negative e positive. Quanta accelerazione può un corpo? - Parte VI - Recensione del libro Gli Algoritmi del capitale (curato da Matteo Pasquinelli)


:: Dromology Archive 3 :: accelerazioni negative e positive. Quanta accelerazione può un corpo?



Cosa può un corpo? Questa la domanda spinoziana per eccellenza. Di conseguenza, in tempi di bolidismo, la domanda si può modificare in “Cosa può sopportare un corpo in termini di accelerazione?” Su pista, il record di velocità  con partenza da fermo appartiene, come noto, al velocista giamaicano Usain Bolt con 9'58" (Berlino, 2009): velocità media su tutta la distanza di 37,578 km/h, con i secondi 50 m corsi oltre i 41 km/h, con il picco di velocità massima oltre i 44 km/h. Ai primordi delle competizioni olimpiche, nel 1912 a Stoccolma, il velocista americano Donald  Lippincott corse i 100 m. in 10"6, nel primo record mondiale registrato per la IAAF. La velocità media fu di 33,9 km/h. Ma se assolutizziamo la velocità e usciamo dalla pista in tartan, allora il record di velocità massima attribuibile ad un essere umano è quello di Felix Baumgartner: il 14 ottobre 2012, lanciato in atmosfera da 38.969 metri d'altezza grazie a un pallone aerostatico, raggiunse i 1.357 km/h_ Mach 1,24. Il corpo umano, però, non soffre la velocità, ma le accelerazioni. Con moto rettilineo e velocità costante, gli effetti sull'organismo umano sono minimi. È sufficiente però un brusco cambio di direzione per sommare le forze centrifughe al peso del corpo. Per correggere tali implicazioni sono state studiate in fisiologia le accelerazioni negative (piedi-testa) e positive (in senso inverso, testa-piedi). Il corpo umano sopporta in posizione eretta accelerazioni positive fino a 9 g, ovvero 9 volte l'accelerazione di gravità, mentre per le accelerazioni negative ci si ferma a -3 g, a causa del sangue che affluisce alla testa e produce perdita di conoscenza. Le accelerazioni vengono misurate in g ovvero quante volte il nostro peso corporeo è aumentato dall'accelerazione. A 1g il nostro peso corporeo rimane intatto; a 9g il nostro peso sarà di 720 kg se il peso 1g era di 80 kg. Gli attuali aerei da combattimento raggiungono accelerazioni fino a un rapporto di 9g/-5g, come gli Eurofighter, gli F 18 e gli F 22. Ma in volo, a determinate condizioni, si superano i 10g istantanei che, per non portare alla morte per ipossia cerebrale i piloti, che indossano in ogni caso tute-anti-g, devono durare al massimo una manciata di secondi. Ad accelerazione positiva 10g troviamo anche l’iperbolica ‘Montagna russa dell’eutanasia’ dell’ingegnere lituano Urbonas che illustra questo breve saggio. ( segue QUI )


(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire dal 31 agosto 2015. Il titolo del breve saggio/recensione è Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach)


Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

lunedì 31 agosto 2015

Obsolete Capitalism: Dromologia, bolidismo e accelerazionismo marxista. Frammenti di comunismo tra al-Khwarizmi e Mach - Parte I (Acceleriamo !!) - Recensione del libro Gli Algoritmi del Capitale, edito da Matteo Pasquinelli





“E’ circa un quarto d’ora che l’FBI non mi affida una missione! Che gli è successo a ‘sto mondo di merda? Sono in ansia !!!!” - “E non sei contento? Siamo sposati da appena venti minuti!”
(Stefano Tamburini -Snake Agent)


"Esistono dati reali che confermano che la sopravvivenza della Terra è compromessa dagli abusi della razza umana. La proliferazione dei dispositivi nucleari, i comportamenti sessuali smodati, l'inquinamento della terra, dell'acqua, dell'aria, il degrado dell'ambiente. In questo contesto non le sembra che gli allarmisti abbiano una saggia visione della vita? E il motto dell'homo sapiens "andiamo a fare shopping" sia il grido del vero malato mentale?"
(Monologo del Dottor Peters - L'esercito delle dodici scimmie - Terry Gilliam)


"La filosofia non va veloce" (Gilles Deleuze - Nietzsche e la filosofia)


Acceleriamo!

Matteo Pasquinelli è un giovane filosofo cosmopolita che sta costruendo un proprio itinerario teoretico-speculativo del tutto eccellente e originale, tra Berlino, Londra e Amsterdam. E’ una delle figure di punta del movimento filosofico internazionale ‘accelerazionista’ nonché una delle menti più avanzate dell’area intellettual-politica che viene definita post-operaista. Ha curato, per le edizioni Ombre Corte, un’importante antologia di testi, Gli algoritmi del capitale, che compone in modo articolato lo ‘stato dell’arte’ non solo del pensiero ‘accelerazionista’ - di cui riporta il celebre Manifesto per una politica accelerazionista del 2013 di Srnicek e Williams - ma anche della ricerca sul tema ‘algoritmi e capitale’, spostando più in là la nota freccia nietzscheana dell'indagine filosofica. E’ da tempo che la teoria critica s’interroga sul rapporto esistente tra l’attuale modo di produzione e la componente ‘macchina soffice’ - l’algoritmo - che permette alla governance neo-liberista di attuare l’imponente sforzo di dominio che si estende su tutto lo Stato-Mondo, visto che, come afferma Wittgenstein, Die Welt ist alles, was der Fall ist, ‘il Mondo è tutto ciò che accade’. Per avere un quadro più completo dell’agonismo filosofico in corso, questa antologia di testi andrebbe letta con la coeva raccolta di Robin Mackay e Armen Avanessian, #Accelerate# (Urbanomic Media, Uk, 2014), con cui condivide alcuni saggi, e con il libro di Benjamin Noys Malign Velocities: Accelerationism and Capital (Zero Books, 2014). Quest'ultima opera si costituisce come una critica costruttiva molto serrata, sempre da sinistra, al movimento accelerazionista, da colui che in fondo ne ha coniato il nome, nell’anno 2010, riprendendolo da un racconto fantascientifico di Roger Zelazny, Lord of Light, del 1967. L’antologia di testi si divide in tre differenti sezioni: la prima, più politica, è dedicata al tema ‘Accelerazione e crisi’, la seconda, più teoretica, all’astrazione algoritmica, mentre la terza e ultima - la più debole, come vedremo, ma che acquista un suo senso ‘posizionale’ nel panorama italiano - indaga l’autonomia del Comune, e inserisce le presenti tematiche nel dibattito interno al pensiero post-operaista di matrice italiana. Ultima nota introduttiva: Pasquinelli e Avanessian hanno curato l’evento del 14 dicembre 2013, a Berlino, intitolato: Accelerationism. A Symposium of Tendencies in Capitalism. (segue)


(Nota dell'editore: il testo completo si compone di 22 paragrafi che verranno pubblicati giorno per giorno, a partire da oggi)

Da leggere QUI, per ulteriori riferimenti: Il frammento accelerazionista di Nietzsche

Picblog: Euthanasia Coaster by Julijonas Urbonas: Challenging the physical and psychological limits of the human body, this speculative design is intended to slowly ascend 1,700 feet into the air before launching passengers down seven loops at a mind-boggling speed of 330 feet per second. The roller coaster aims to give its riders a diverse range of experiences from euphoria to thrill, tunnel vision to a loss of consciousness and, eventually, to the end result: death.

lunedì 4 novembre 2013

François Hartog - Régimes d'historicité : Présentisme et expériences du temps - Points, 05.Jan.2012 + Video @ Maison Suger/Paris/Fr, 21.Jan.2004


Régimes d'historicité : Présentisme et expériences du temps


Les expériences du temps sont multiples. Chaque société entretient un rapport particulier avec le passé, le présent et le futur. En comparant les manières d'articuler ces temporalités, François Hartog met en évidence divers " régimes d'historicité ". Dans les deux dernières décennies du XXe siècle, la mémoire est venue au premier plan. Le présent aussi. Histoire du présent, Les Lieux de mémoire ont exploré ces mots du temps : commémoration, mémoire, patrimoine, nation, identité. Tandis que le temps lui-même devenait, toujours plus, objet de consommation et marchandise. Historien attentif au présent, François Hartog observe la montée en puissance d'un présent omniprésent, qu'il nomme " présentisme ". Cette expérience contemporaine d'un présent perpétuel, chargé d'une dette tant à l'égard du passé que du futur, signe, peut-être, le passage d'un régime d'historicité à un autre. Serait-on passé insensiblement de la notion d'histoire à celle de mémoire ?



L'objectif d'Hartog (EHESS) est de réfléchir sur un certain nombre de notions qui sont présentes dans l’espace public aujourd’hui. Son exposé porte essentiellement sur la réflexion qu’il développe dans son livre Régimes d’historicité. L’outil qu’il propose pour élaborer cette réflexion sur le contemporain est la notion de régime d’historicité qu’il définit comme la manière dont les catégories du passé, du présent et du futur s’articulent. Toute société à un moment donné a articulé ces catégories, même si le contenu de chacune des trois catégories peut varier. Il utilise comme référence l’Europe et la vieille France, mais il essaie d’étendre sa réflexion vers d’autres espaces. Il développe alors cette notion de régime d’historicité, en partant de l’hypothèse que dans les trente dernières années le rapport au temps a changé et qu’il est dominé par la catégorie du présent. Cette période est par lui nommée présentisme. Au cours de son exposé Hartog explique la notion de régime d’historicité en revenant non seulement sur son concept de présentisme, mais aussi sur les régimes d’historicités antérieurs.

venerdì 1 novembre 2013

Russell J.A. Kilbourn - Cinema, Memory, Modernity: The Representation of Memory from the Art Film to Transnational Cinema (Routledge Advances in Film Studies) - Routledge, paperback, 20.Mar.2012


Since its inception, cinema has evolved into not merely a ‘reflection’ but an indispensable index of human experience – especially our experience of time’s passage, of the present moment, and, most importantly perhaps, of the past, in both collective and individual terms. In this volume, Kilbourn provides a comparative theorization of the representation of memory in both mainstream Hollywood and international art cinema within an increasingly transnational context of production and reception. Focusing on European, North and South American, and Asian films, Kilbourn reads cinema as providing the viewer with not only the content and form of memory, but also with its own directions for use: the required codes and conventions for understanding and implementing this crucial prosthetic technology — an art of memory for the twentieth-century and beyond.

Here some excerpts taken from last chapter Coda...


(...)


Pics: Through the Psionic Storm Part IV by Finnian MacManus  


mercoledì 9 ottobre 2013

Hartmut Rosa - Social Acceleration: A New Theory of Modernity (New Directions in Critical Theory): New Theory of Modernity - Columbia University Press; 1 edition (9 July 2013)


Hartmut Rosa advances an account of the temporal structure of society from the perspective of critical theory. He identifies three categories of change in the tempo of modern social life: technological acceleration, evident in transportation, communication, and production; the acceleration of social change, reflected in cultural knowledge, social institutions, and personal relationships; and acceleration in the pace of life, which happens despite the expectation that technological change should increase an individual's free time. According to Rosa, both the structural and cultural aspects of our institutions and practices are marked by the "shrinking of the present," a decreasing time period during which expectations based on past experience reliably match the future. When this phenomenon combines with technological acceleration and the increasing pace of life, time seems to flow ever faster, making our relationships to each other and the world fluid and problematic. It is as if we are standing on "slipping slopes," a steep social terrain that is itself in motion and in turn demands faster lives and technology. As Rosa deftly shows, this self-reinforcing feedback loop fundamentally determines the character of modern life.

Contents: In Place of a Preface

Introduction

Part 1 The Categorial Framework of a Systematic Theory of Social Acceleration

1. From the Love of Movement to the Law of Acceleration: Observations of Modernity

2. What Is Social Acceleration?

Part 2 Mechanisms and Manifestations: A Phenomenology of Social Acceleration

3. Technical Acceleration and the Revolutionizing of the Space-Time Regime

4. Slipping Slopes: The Acceleration of Social Change and the Increase of Contingency

5. The Acceleration of the “Pace of Life” and Paradoxes in the Experience of Time

Part 3 Causes

6. The Speeding Up of Society as a Self-Propelling Process: The Circle of Acceleration

7. Acceleration and Growth: External Drivers of Social Acceleration

8. Power

Part 4 Consequences

9. Acceleration

10. Situational Identity: Of Drifters and Players

11. Situational Politics: Paradoxical Time Horizons Between Desynchronization and Disintegration

12. Acceleration and Rigidity: Attempt at a Redefinition of Modernity

Conclusion: Frenetic Standstill? The End of History


Hartmut Rosa is a professor of sociology and political science at the Friedrich-Schiller-Universitat Jena and a visiting professor of sociology at the New School. He has also taught at Harvard University. He is the author of Alienation and Acceleration: Towards a Critical Theory of Late-Modern Temporality and coeditor, with William E. Scheuerman, of High-Speed Society: Social Acceleration, Power, and Modernity

Jonathan Trejo-Mathys (book translator)  is an assistant professor of philosophy at Boston College. His work has been published in such journals as Ratio Juris, Philosophy and Social Criticism, and Constellations. He is currently writing a book on the structural transformation of political authority and obligation in the emerging world society.

Read more @ CUN
Read book review @ Critical Theory

Read excerpts from Social Acceleration







mercoledì 17 aprile 2013

Simon Glezos - The Politics of Speed. Capitalism, the State and War in an accelerating world - Routledge, Uk, September 2011





Everyone agrees that the world is accelerating. With advances in communication, transportation and information processing technologies, it is clear that the pace of events in global politics is speeding up at an alarming rate. The implications of this new speed however, continue to be a significant source of debate. Will acceleration lead to a more interconnected, productive, peaceful, and humane world; or a nightmarish descent into ecological devastation, economic exploitation and increasingly violent warfare.

The Politics of Speed attempts to map the contours of the new global space of speed, and investigates key issue areas – including democratic governance, warfare, capitalism, globalization and transnational activism – to uncover the ways in which acceleration is shaping the world. The book uses contemporary political theory (especially the works of Deleuze and Guattari) to develop an ontological account of speed, showing how its effects are frequently far more complex and surprising than we might expect. 

The result is an attempt to craft a way of engaging with global acceleration that might help avoid the dangers of speed, while embracing the possibilities it provides us with to produce a safer, more egalitarian, democratic and pluralistic world.

Simon Glezos is an assistant professor in political science at the University of Regina, and has a Ph.D. in political theory and international relations from The Johns Hopkins University. His research applies contemporary political theory to questions of speed and technology in global politics


Introduction. Fear of a Fast Planet 1. The Ticking Bomb: Speed, Democracy and the Politics of the Future 2. The Quick and the Dead: State and Nomad War Machines 3. The Acceleration of Inertia: Towards a Political Economy of Speed 4. Regimes of (Im)mobility: Towards an International Political Economy of Speed 5. ‘A world in which many worlds fit: On Rhizomatic Cosmopolitanism Conclusion. 'We Have Never Been Territorial': Fear and Hope in an Accelerating World