Visualizzazione post con etichetta Roberta Lombardi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roberta Lombardi. Mostra tutti i post

domenica 14 aprile 2013

Aldo Grasso - Roberta, la vertigine del potere di una «cittadina» maldestra @ Il Corriere della sera, 14 aprile 2013


Aldo Grasso - 
Roberta, la vertigine del potere  di una «cittadina» maldestra 
@ Il Corriere della sera, 14 aprile 2013

Non si pretende cortesia istituzionale, ma solo cortesia. Quando Roberta Lombardi, capogruppo M5S alla Camera, ha commentato con i giornalisti le ipotesi di un nuovo mandato a Giorgio Napolitano, invitandolo a fare il nonno, a godersi la vecchiaia, ha mancato di sensibilità. Napolitano le avrà anche confessato la fatica del Colle, ma la cosa doveva finire lì, non giocata come alibi.
Non passa giorno che i capigruppo dei grillini, Lombardi e Crimi, non inciampino in qualche gaffe, non sfiorino il ridicolo, non dimostrino di essere maldestri. Irretiti dalle loro certezze, intolleranti verso chi non vuole infeudarsi alle allucinazioni ideologiche.
Eterodiretti dalla Grillo & Casaleggio Associati, suppliscono alle scarse doti politiche con la supponenza e il disprezzo. I vecchi peones che hanno riscaldato gli scranni del Parlamento almeno non facevano danni, erano coscienti della loro nullità.
Questi sono pasticcioni e presuntuosi. Roberta Lombardi non si tira mai indietro: un giorno strologa di «fascismo buono», un altro si avventura, senza conoscere la materia, sull'articolo 18, un altro ancora definisce «una porcata di fine legislatura» la decisione del governo di stanziare 40 miliardi affinché la Pubblica amministrazione saldi i debiti con i fornitori. Se si rivolge a un giornalista avverte: «Casaleggio mi ha cazziata perché vi dico troppo». In diretta sul canale web La cosa annuncia che la sala riunioni assegnata al M5S (si chiama ora Sala Tatarella) verrà dedicata a Giancarlo Siani. Lei però lo chiama Angelo. Ieri le hanno rubato pure il portafoglio con gli scontrini delle spese, addio trasparenza!
La Rete - elevata dai grillini a entità metafisica, hacker compresi - si è riempita di parodie e di sberleffi nei suoi confronti. Su Raitre, Andrea Sambucco e Brenda Lodigiani fanno la parodia di Lombardi e Crimi.
A lei tocca la parte dell'antipatica. «Noi non abbiamo bisogno di parlare con la società civile, noi siamo la società civile»: solo lo «smacchiatore» Bersani poteva farsi umiliare da questa coppia di comici tristi, Vito lo Smentito e la «cittadina» Roberta.
Però fanno paura gli sprovveduti che mirano al potere e lo raggiungono per l'effetto combinato di astuzia e naïveté.


sabato 23 marzo 2013

Smemoranda 2 # dedicato a Roberta Lombardi, capogruppo M5S alla Camera dei Deputati


Roberta Lombardi in un post - famigerato  (qui il post incriminato) - afferma il 21 gennaio 2013 che non si  "(...) comprende l’ideologia del fascismo che, prima che degenerasse, aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia". Per aiutare la smemorata neo-capogruppo M5S "sull'altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia" da parte del fascismo, La invitiamo a Correggio, in Corso Mazzini, al numero civico 42, dove la neo capogruppo potrebbe vedere e valutare la lapide dedicata a Agostino Zaccarelli e Mario Gasparini, caduti il 31 dicembre 1920 per mano fascista. Tutto ciò accadde a soli pochi mesi dal manifesto di San Sepolcro, 23 marzo 1919, atto di nascita del movimento fascista. Giusto per ricordare alla smemorata deputata del M5S che già pochi mesi dopo la sua nascita, il movimento fascista aveva imboccato la strada della violenza e delle repressione fisica dei propri avversari. Altro dall'altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia......

(...) La sera del 31 dicembre 1920 Mario Gasparini e Agostino Zaccarelli vennero uccisi a colpi d'arma da fuoco durante uno scontro tra socialisti e squadristi modenesi di fronte alla Casa del Popolo di Correggio. Muratore l'uno, giornaliero l'altro, furono le prime vittime dello squadrismo fascista in provincia di Reggio Emilia. L'ondata di violenza e di aggressioni, in realtà, era già iniziata - nel bolognese e nel ferrarese - in novembre, raccogliendo adesioni e sovvenzioni da parte dei grandi proprietari terrieri. Il fascismo agrario nasceva così. E prendeva di sorpresa socialisti e contadini le cui leghe vennero sciolte e disperse. (...)  (Read more...)

Dal 31 dicembre 1920 al 31 dicembre 1925 gli omicidi compiuti dai fascisti in provincia di Reggio furono complessivamente 33. ( Read more.. )

martedì 12 marzo 2013

Smemoranda 1 # Dedicato a Roberta Lombardi, capogruppo M5S alla Camera dei Deputati



Roberta Lombardi in un post - famigerato  (qui il post incriminato) - afferma il 21 gennaio 2013 che non si  "(...) comprende l’ideologia del fascismo che, prima che degenerasse, aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia". Per aiutare la smemorata neo-capogruppo M5S "sull'altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia" da parte del fascismo, La invitiamo a Reggio Emilia, in Via Antonio Piccinini, tra il numero civico n.5/1 e il 5/3, dove potrà vedere e commemorare la lapide di Antonio Piccinini, suo predecessore nella Camera dei Deputati, eletto il 6 aprile 1924, ma che non poté mai vedere nè frequentare in quanto massacrato dai fascisti nella notte del 28 febbraio 1924. Qui di seguito le note su Antonio Piccinini, tratte da Wikipedia. Chissà che il predecessore  nobile della Lombardi, Antonio Piccinini, trucidato nel 1924, le faccia cambiare idea sul "fascismo buono".... 

Read more on Wikipedia
Antonio Piccinini (Reggio nell'Emilia, 26 agosto 1884 – Reggio nell'Emilia, 28 febbraio 1924) è stato un politico e sindacalista italiano, martire antifascista.
Tipografo e sindacalista, era nato a Reggio Emilia il 26 Agosto 1884. Socialista massimalista, segretario della federazione reggiana, consigliere e assessore provinciale, per la sua attività politica e sindacale fu perseguitato e minacciato: fu anche arrestato insieme con Pietro Nenni, durante una riunione regionale a Bologna il 31 dicembre 1923.
Accettò la candidatura alle elezioni politiche dell'aprile 1924, ma la sera del 28 Febbraio 1924 fu prelevato a domicilio da alcuni fascisti, che s'erano fatti aprire con uno stratagemma: si spacciarono per socialisti esibendo una tessera sottratta a veri iscritti, aggrediti in precedenza. Fu trucidato di lì a poco nella casa di due dei sequestratori, che dopo averlo appeso a un gancio da macelleria gli squarciarono il ventre e lo finirono con quattro colpi di rivoltella sparati a bruciapelo. Poi il corpo straziato venne fatto trovare all'alba sotto un albero lungo la ferrovia Reggio-Ciano, non lontano dalla sua abitazione, per sviare le indagini.
La direzione del Partito Socialista Italiano chiese comunque a iscritti e simpatizzanti di votarlo il 6 aprile e, nonostante le intimidazioni e minacce squadristiche fin dentro i seggi, il suo nome ebbe tante preferenze da ottenere l'elezione postuma .
Di fatto gli subentrò Giovanni Bacci – che era stato direttore dell'Avanti, segretario del Psi e parlamentare – il quale tentò poi di commemorare in aula il compagno ucciso: invano, perché la maggioranza glielo impedì. Alla Camera dei Deputati l'omicidio fu comunque citato nello storico discorso con cui, il 30 maggio, Giacomo Matteotti denunciò i brogli e le violenze commessi in tutt'Italia dai fascisti, discorso che sarebbe costato la vita anche a lui.

Picblog: Lapide in memoria di Antonio Piccinini posta nel quartiere operaio "Gardenia" di Reggio Emilia e sito nell'edificio dove abitava il deputato nel febbraio 1924. Ora la via è dedicata a lui: Via Antonio Piccinini.